Martedì 21 novembre 2017, ore 11:24

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Giornata mondiale, il rifugiato non ha rifugio

È una celebrazione a fosche tinte quella della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato anche in Italia. Tra sbarchi e morti in mare, i flussi migratori di diversa origine (economico e protezione umanitaria) sono sempre una spina nel fianco dei governi e dividono l’opinione pubblica. Il 2015, secondo il Rapporto “Notizie di Confine” pubblicato dall’Associazione Carta di Roma, sarà ricordato come l’anno record di notizie sulle prime pagine dei media con un taglio “ansiogeno” e “allarmistico”. Solo qualche dato per capire l’entità: “Queste notizie sui giornali - si legge - sono cresciute dell'80% con 1.452 titoli in prima pagina negli ultimi dieci mesi, mentre, per le televisioni, l’aumento è stato del 250% (con più di 3.400 notizie nelle edizioni serali del prime time)”. Secondo Ilvo Diamanti, direttore scientifico di Demos, “questa narrazione rapsodica, proposta e imposta dai media, alimenta la confusione di spettatori disorientati e sperduti davanti a uno spettacolo di cui siamo noi stessi protagonisti”. Un picco d’informazione che è andato avanti fino a settembre quando la foto di Aylan, il piccolo bambino siriano riverso senza vita su una spiaggia lungo la costa della Turchia e vittima dell’ennesima tragedia in mare, è rimbalzata senza filtri in ogni angolo del Pianeta. “Ebbene - spiega il presidente di Carta di Roma, Giovanni Maria Bellu - nelle settimane successive alla diffusione di quella foto, abbiamo registrato, in modo significativo, una diminuzione della quota di titoli e articoli allarmistici pubblicati da giornali e televisioni”. Una foto ha fatto più di qualsiasi presa di posizione? Certa mente ma lo scalpore si è presto affievolito e poco è stato fatto ancora una volta a livello politico. L’emergenza è ripresa. Secondo l’Eurostat, nel terzo trimestre del 2015, il numero di siriani e iracheni in cerca di protezione internazionale è più che triplicato rispetto al trimestre precedente mentre quello degli afghani è raddoppiato: sono i principali gruppi di richiedenti asilo che continueranno a scappare senza trovare un sacrosanto rifugio

( 18 dicembre 2015 )

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