Martedì 21 novembre 2017, ore 11:20

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Italia e Germania, lo specchio rovesciato

Le elezioni tedesche, vinte - ma perdendo un sacco di voti - dalla cancelliera uscente Angela Merkel e con l’exploit dell’ultradestra pongono un tema politico importante per il nostro Paese alla vigilia delle politiche del 2018: si andrà adesso verso un asse Roma-Berlino (che ricorda per l’Italia foschi presagi del passato novecentesco ai tempi del fascismo), oppure si rifletterà come in uno specchio Roma-Berlino il rapporto tra le due nazioni e quindi anche il ruolo dell’Italia nell’Ue? Non spaventatevi, ci spieghiamo subito. L’asse Roma-Berlino è nei fatti un gioco delle parti, con una Angela Merkel forte e ben salda in sella e con l’Italia nel ruolo a volte dell’alleato diligente, a tratti dello scolaro obbediente (basti pensare alla cura del Governo Mario Monti per il nostro Paese) ed a tratti discolo, il Matteo Renzi che insisteva per avere più libertà sul deficit considerando il grande impegno italiano sull’emergenza immigrazione (mentre gli altri Paesi europei in gran parte se ne fregavano) e all’indomani dei tragici terremoti che avevano colpito l’Italia. Uno scenario strategico e relazionale che è andato avanti per anni, tra alti e bassi (soprattutto per noi italiani). Potrà continuare con una Cancelliera indebolita nei voti e nel consenso? Crediamo di no e quindi l’asse Roma-Berlino, per come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi, con i tedeschi nel ruolo dei responsabili e rigidi e l’Italia in quello del Gian Burrasca di turno, è destinato a finire. Probabilmente il dittongo politico Italia-Germania si trasformerà in uno specchio. Nel senso che politicamente i difetti politici emersi in Germania con le ultime elezioni politiche appaiono riflessi dei difetti italiani. Con una aggravante tutta italiana: noi non abbiamo ancora riformato il sistema elettorale e quindi ci troviamo con un proporzionale ma con sistemi diversi tra Camera e Senato, quindi un sistema che non dà le stesse geometriche sicurezze del tedesco, dove lo scacchiere politico cambia con il voto ma mai in maniera ingovernabile. In Italia, ad esempio, la crisi dell’area moderata è in corso da tempo anche se Silvio Berlusconi, negli ultimi tempi, è tornato in campo dopo una dieta dimagrante per cercare di ritirar su Forza Italia, il suo partito abituato a stare sopra il 20% ma oggi nei sondaggi ben sotto quella percentuale. Vi è poi il Partito democratico di Matteo Renzi, che in realtà non è in crisi come la Spd tedesca nonostante stia al governo, direttamente o in appoggio da anni. Un Pd che gioca la partita della responsabilità di centrosinistra ma che stando ai sondaggi sarebbe - pure lui - in calo di consensi. Altro aspetto, questo ancora più a specchio dei precedenti, il crescente peso nei sondaggi dei partiti di destra, la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Mai come in questi mesi, con il tema dell’immigrazione al centro dell’agenda politica e delle preoccupazioni degli italiani (lo stesso è accaduto in Germania sul tema migranti), la partita della leadership nel centrodestra, un tempo a trazione moderata (Berlusconi per intenderci) si è spostata sulla destra, con Salvini che sogna una leadership sull’alleanza con il sorpasso nei voti della Lega su Forza Italia. Riuscirà? Non riuscirà? Questo lo vedremo al momento del voto ma di certo si tratta di un elemento nuovo nel panorama politico italiano. Un elemento nuovo che si va ad aggiungere ad una altra peculiarità, questa davvero tutta italiana (e non a specchio con la Germania)del peso politico di un movimento anticasta come quello dei 5 Stelle, fondati da Beppe Grillo e che oggi scommettono sulla leadership di Luigi Di Maio come candidato premier. Quanto peserà questo partito nella sfida elettorale del2018? I sondaggi lo danno addirittura in testa e questo ci pone alcune considerazioni, per tornare allo specchio con la Germania. Nel momento in cui la Merkel sarà ovviamente più rigida sui parametri economici nella Ue verso gli altri paesi (per riconquistare consensi in patria), in Italia sembrano aumentare le forze politiche che quei vincoli chiedono di allentare. In questo lo specchio diventa perfetto e rovesciato: la debolezza politica interna di questi due paesi, Germania e Italia, li spinge verso strade opposte rispetto alle politiche europee. Con quali conseguenze lo scopriremo presto, soprattutto dopo il voto italiano.

( 27 settembre 2017 )

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