Sabato 18 novembre 2017, ore 1:45

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Renzi zen e DiMaio operazione San Gennaro

Matteo Renzi in “fase zen” e Luigi Di Maio in operazione San Gennaro. Potremmo chiamarle mutazioni della leadership a pochi mesi dalle elezioni politiche del 2018 che dovranno decidere chi governerà l’Italia per i prossimi cinque anni. Del resto nulla è per sempre nella vita, figuriamoci in politica. Matteo Renzi, leader del Partito democratico ed ex premier, ha scelto un profilo meno da protagonista assoluto e più da politico ragionatore intervenendo su Rai 3 martedì sera, al programma di Bianca Berlinguer, ha detto di attraversare una fase zen, confermando il pieno appoggio al Governo Gentiloni e - con realismo - spiegando che sullo ius soli (di cui tanto si parla in questi giorni) la matematica vuole che in questo momento non ci siano i numeri sufficienti ad approvarlo in Senato. Sulla riforma della legge elettorale, oggi il Pd presenterà la sua nuova proposta, Renzi ha poi sottolineato che è dura che a pochi mesi dal voto si riformi la legge elettorale visto che il Parlamento non ci è riuscito prima. Pacato, meno corsaro, insomma rispetto al Renzi dei primi mesi a Palazzo Chigi, un leader cambiato nei modi comunicativi. Con due obbiettivi: attaccare la Lega di Matteo Salvini ed il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. I 5 Stelle che domani cominceranno la loro tre giorni di Rimini, che incoronerà di fatto Luigi Di Maio candidato premier, salvo sorprese, con i suoi avversari candidati del tutto sconosciuti vista la scelta di non candidarsi di Alessandro Di Battista e Roberto Fico, sulla cartai due principali competitor dentro il M5S. Di Maio che, come Renzi, sta lavorando sulla propria immagine ed il proprio profilo. L’ultima mossa del politico campano è stata perlomeno imprevedibile. Baciare la teca contenente il sangue liquefatto di San Gennaro, a Napoli. Ed a chi ironizzava sulla coincidenza di quel bacio a poche ora dall’ufficializzazione della sua candidatura Di Maio, ha risposto sereno: “E’ la prima volta che vengo in duomo, è un grande momento legato alla nostra religione e alla nostra fede, sono un fedele, quindi mi faceva piacere esserci. L’ho vissuto prima di tutto come fedele, poi come istituzione”. Renzi Zen, Di Maio che bacia la teca del santo e, siccome non c’è due senza tre, Silvio Berlusconi che…. torna a Fiuggi dimagrito di un bel po’ di chili. Un Berlusconi trasformato nel fisico (pare grazie ad una dieta rigorosa, a tanta piscina ed a 5 Km al giorno a piedi) ma sempre tenace, al punto di non rinunciare alla rivendicazione della propria leadership nel centrodestra (in duello ormai evidente con Matteo Salvini), con tanto di sottolineatura d’or - goglio per essere con Forza Italia nel Ppe, il Partito popolare europeo. Dei tre, Renzi, Di Maio e Berlusconi, il Cavaliere è di certo il leader più uguale a se stesso. Sarà una forza od un limite in vista della sfida alle politiche? Difficile dirlo anche se oltre alle metamorfosi dei leader l’altro aspetto che sta prendendo piede in queste settimane, in vista del voto nel 2018, è il dato dello scontro generazionale. Un esempio evidente di questo è Matteo Salvini, A Pontida, dove la Lega ha celebrato la sua consueta festa, per la prima volta nella storia di questo evento non è salito sul palco il fondatore del Carroccio Umberto Bossi. Lo ha deciso Salvini, consumando in termini ideali un “parricidio politico” forse necessario per entrare definitivamente nella nuova era leghista, a guida appunto Salvini. Un parricidio che, sempre in termini di analisi politici sulla questione della leadership, non basterà ma richiederà - affinché Salvini diventi davvero il leader del centrodestra - un secondo “parricidio”, quello del leader dello schieramento da oltre vent’anni, Silvio Berlusconi. Con una differenza, Berlusconi non ha nessuna intenzione di farsi liquidare da Salvini e, a differenza di Bossi, è in una posizione ancora politicamente forte. Il 29 settembre Berlusconi compirà 81 anni, uno dei leader più anziani e longevi nel panorama dei partiti europei. Salvini vorrebbe pensionarlo. Lui, Berlusconi, vorrebbe tenere ancora in panchina Salvini. Chi la spunterà? Lo sapremo probabilmente al momento del voto, il giorno dopo, quando Lega e Forza Italia (il Pd di Renzi in fase zen e il M5S di Di Maio, in fase San Gennaro) si conteranno. E’ il proporzionale, bellezze.

( 21 settembre 2017 )

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