di Luigi Cal*
I due più importanti sindacati brasiliani, la CUT, fondata da Lula nel 1983 e la Força Sindical, sorta otto anni dopo, hanno celebrato in sequenza, fine luglio, inizio agosto, i loro Congressi a San Paolo e Santos.
La CISL, come bene hanno riportato gli articoli di Conquiste, ha partecipato ai due importanti avvenimenti con il Segretario generale Raffaele Bonanni.
Come avviene nelle sue misurate presenze all'estero, la molto apprezzata presenza del Segretario generale della CISL nei due Congressi brasiliani è servita a consolidare il lungo lavoro di relazione e collaborazione che ai vari livelli della nostra Confederazione si è fatto negli ultimi anni.
La vera novità è stata sicuramente la prima volta di un Segretario generale della CISL al Congresso di Força Sindical.
Si è trattato di un percorso attento e meditato, come nella migliore tradizione della politica internazionale della CISL.
Ricordiamo che FS è una Confederazione nata nel 1991 come sindacato "competitore" della CUT. Infatti, terminata la dittatura brasiliana a metà degli anni '80, si erano aperti nuovi spazi per quei sindacati pragmatici e moderati che non si rassegnavano a "confondersi" nella grande CUT, dove una forte minoranza - sempre contrastata dalla CISL nelle forme appropriate - propugnava un sindacalismo ideologico ed estremista. Questo tipo di sindacalismo è andato via via affievolendosi all'interno della stessa CUT.
La CISL, mentre appoggiava nella CUT la corrente maggioritaria simile alla nostra Confederazione, la cosiddetta "articulaçao", ha cominciato, fin dal 1994, ad osservare più da vicino la nuova Confederazione Força Sindical, sia a livello interno che internazionale. Negli ultimi dieci anni abbiamo colto importanti elementi di cambiamento nell'essere e nel fare sindacato da parte di FS sia in Brasile che a livello latinoamericano.
Anche se non senza qualche contraddizione interna, FS ha assunto, come del resto la CUT, la bandiera della libertà ed autonomia sindacale, il che significa voler sbarazzarsi della legge fascista vigente, attraverso cui le risorse del sindacato vengono ancora "raccolte" e ridistribuite dal Ministero del Lavoro grazie alla trattenuta obbligatoria di una giornata di lavoro all'anno a tutti i lavoratori brasiliani. La proposta di legge fatta dallo stesso governo Lula per cambiare questo stato di cose è però ancora arenata in parlamento. Ma Força Sindical ha anche cambiato atteggiamento nei rapporti concertativi con gli imprenditori e con il governo Lula, a cui era stata originariamente contraria.
La CISL per vedere più da vicino questa positiva evoluzione aveva già partecipato sia a livello confederale che categoriale (come ad esempio la FIM) a precedenti Congressi; io stesso ho voluto rendermi direttamente conto della portata dei cambiamenti partecipando al Congresso precedente. Ed allo stesso tempo gli ultimi Congressi della Cisl sono stati onorati da attente delegazioni di Força Sindical. Credo che la CISL abbia visto bene e - come spesso - prima di altri: Força Sindical è un sindacato vero, rappresentativo, pluralista, democratico, che gioca un ruolo positivo importante nel Brasile odierno e che molti oggi, a partire dallo stesso Lula, gli riconoscono.
Faccio notare che i nostri autonomi rapporti con FS sono sempre stati "concordati" con i dirigenti del nostro interlocutore principale e storico, la CUT. Del resto negli ultimi anni le due centrali brasiliane "ostentano" con un certo orgoglio la maturità di un pluralismo sindacale con dibattiti spesso accesi ma anche con momenti di forte identità di vedute e collaborazione sia su questioni interne (vedi l'approccio concertativo con governo e imprenditori sulla crisi finanziaria mondiale) che internazionali come ad esempio la partecipazione unitaria alle iniziative del Forum Sociale Mondiale.
Agli inizi di luglio il Presidente Lula ha incontrato Bonanni, Epifani ed Angeletti in occasione del G8 a Roma: nel salutare il Presidente alla fine della riunione, Bonanni gli ha dato l'arrivederci al Congresso della CUT informandolo però che la CISL avrebbe partecipato anche a quello di FS. Il Presidente Lula ha allora confermato a Bonanni che lui stesso avrebbe partecipato per la prima volta direttamente al Congresso di FS visto il nuovo, consolidato percorso sindacale positivo della Confederazione.
Un'ulteriore conferma dei cambiamenti in corso in FS è stata non solo la presenza al suo Congresso del Presidente della CUT ma anche il suo intervento, molto apprezzato dalla platea. E la settimana successiva il Segretario generale di FS ha ricambiato il positivo rapporto politico, intervenendo al Congresso della CUT.
Da notare che oltre al Segretario generale della CIS delle Americhe, oltre ad Angeletti e a Bonanni, è intervenuto anche Manuel Cova Segretario generale della CTV del Venezuela che ha messo in guardia sulla deriva dittatoriale in corso nel suo paese col governo Chavez, che la CISL da molti anni va denunciando.
Sul "nervo scoperto" del caso del Venezuela Força Sindical fa parte di quel gruppo sempre più numeroso di sindacati latinoamericani che, partiti da un atteggiamento "attendista" durante i primi anni del governo Chavez, denunciano oggi con molta chiarezza la netta involuzione dittatoriale di quel governo.
Infine ci ha fatto particolarmente piacere che, oltre alla UIL, da sempre legata a FS, la CGIL sia stata presente per la prima volta al Congresso di FS. Il suo responsabile internazionale è intervenuto - come del resto il sottoscritto - in un dibattito sulla crisi finanziaria organizzato da Força Sindical alla vigilia del Congresso, dibattito cui ha preso parte una folta rappresentanza di importanti sindacati provenienti da ogni continente.
* responsabile Dipartimento internazionale Cisl
(31 agosto 2009)










