di Rodolfo Ricci
Da ieri sono riaperti i cancelli delle fabbriche ma per molti lavoratori la ripresa di settembre rischia di essere solo l'annuncio di quell'autunno "freddo" paventato dal governo sul fronte del lavoro. Con le ore di cassa integrazione ordinaria ormai agli sgoccioli per molte imprese, la riapertura degli stabilimenti dovrà infatti fare i conti con i colpi di coda della crisi che, se pure in via di superamento, rischia di lasciare a terra ancora qualche vittima. Per questo il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha chiesto al governo la convocazione di un tavolo, 'un grande summit' delle parti sociali per delineare una strategia di uscita dalla crisi e un politica economica che guardi alla ripresa. Quello che è si riaviato ieri con la riapertura dopo la pausa estiva, sostiene, non sarà "un autunno caldo ma un autunno di lavoro".
"Sappiamo che da lunedì dobbiamo iniziare a lavorare incessantemente per convincere tutti che la soluzione migliore in questo momento è quella di avere una sola strategia tra governo e opposizione, imprenditori e sindacati". L'obiettivo è quello di concordare una politica economica da seguire avendo dal governo l'indicazione sugli investimenti, selettivi, che intende effettuare, così come la garanzia di spesa su quelli già programmati.
Sul fronte delle imprese, intanto, c'è da segnalare che da lunedì la maggior parte dei lavoratori del gruppo Fiat sarà in fabbrica, anche se in qualche caso il periodo di vacanza sarà prolungato per il ricorso alla cassa integrazione.
Sono già rientrati lunedì scorso i circa 14.000 dipendenti del sito di Mirafiori, che hanno lavorato in straordinario, e quelli di Melfi. Il 31 agosto è statala volta dei lavoratori di Termini Imerese e di Cassino, mentre a Pomigliano ci sarà ancora una settimana di cassa integrazione.
Restano a casa anche i lavoratori della Cnh di San Muro Torinese, con la cig che si avvicina ormai al limite delle 52 settimane, mentre a Imola l'azienda ha annunciato l'avvio unilaterale della cassa straordinaria per i 434 addetti a causa dell'annunciata chiusura dello stabilimento.
Hanno già ripreso il lavoro i 3.000 dipendenti della Powertrain di Mirafiori. Alla Powertrain Iveco, dove sono già tornati in fabbrica - dopo tre settimane di ferie e una di cassa - gli addetti ai motori, faranno ancora una settimana di cig quelli che lavorano ai cambi.
Alle carrozzerie di Mirafiori sono previsti, invece, quattro sabati di straordinario entro settembre: interessano circa 700 lavoratori della linea Musa, Idea e vecchia Punto.
Oltre a un tavolo ministeriale per Cnh, i sindacati già sollecitano un incontro per chiarire i termini dell'integrazione della Carrozzeria Bertone con i suoi 1.137 dipendenti, acquisita dalla Fiat a cavallo della chiusura delle fabbriche. Poi è già stato lanciato l'allarme Pininfarina, dove le commesse in scadenza con Ford e Fiat non saranno rinnovate e quindi si profila un futuro incerto per almeno un migliaio di lavoratori.
Intanto resta calda la situazione alla Lasme di Melfi dove l'azienda ha revocato la sospensione della procedura di mobilità per i 174 operai, avviata lo scorso 7 agosto fino al prossimo 4 settembre. La società ha sottolineato che la sua decisione "è irrevocabile" e conseguenza del mancato sgombero delle aree aziendali da parte degli operai che hanno deciso di mantenere il presidio del piazzale dello stabilimento dopo che i 7 operai sono scesi dal tetto da cui avevano lanciato la protesta .










