L'attacco di Feltri a Boffo. A chi giova?

POLITICA

 

di Giampiero Guadagni


A chi giova? E' l'ineludibile domanda che ci si pone da ieri mattina, da quando cioè è esploso il caso Feltri-Boffo, con la denuncia del direttore del Giornale (quotidiano come noto di proprietà del fratello del premier) a proposito di un "incidente sessuale" che sarebbe occorso in passato al direttore di Avvenire, accusato di essere tra i "censori" della vita privata di Berlusconi.
Un "killeraggio allo stato puro", ha commentato amaro Boffo. "E' un documento pubblico", la replica gelida di Feltri.
La vicenda personale sarà appurata. Quella politica pone interrogativi immediati. Il primo, appunto: a chi giova? Sembra davvero difficile rispondere: all'editore. Perché non poteva non immaginare che sarebbe diventata subito rovente la linea con la Santa Sede nell'immediata vigilia della "Perdonanza" celestiniana all'Aquila, con la cena che avrebbe dovuto vedere allo stesso tavolo Berlusconi e il segretario di Stato vaticano card. Tarcisio Bertone. Un incontro molto atteso che gli osservatori politici avevano interpretato come una nuova riconciliazione dopo lo strappo della Lega sull'immigrazione. Ma l'evento è stato annullato "per evitare strumentalizzazioni". Berlusconi ha delegato il sottosegretario Gianni Letta. E ha poi diramato una nota nella quale si dissocia dall'iniziativa del Giornale. "Il principio del rispetto della vita privata è sacro e deve valere sempre e comunque per tutti".
In fibrillazione tutto il mondo politico. Quasi un coro di solidarietà al direttore di Avvenire, anche (e soprattutto) da parte di chi lo ha sempre accusato di accendere ad arte i riflettori su temi - come vita e famiglia - più "comodi" al centrodestra.
Una lettura la offre Buttiglione, Udc. Che ricorda: "Boffo non ha chiesto le dimissioni del capo del governo, si è limitato a dire che i cittadini hanno il diritto di aspettarsi dai loro governanti anche un esempio morale, uno stile di sobrietà e di responsabilità. Cosa ci si aspettava che dicesse? che è bello vedere che le escort sono invitate alle cene del presidente e le madri di famiglia invece no? Per il suo tono moderato e responsabile - sostiene ancora Buttiglione - Boffo è stato criticato da quelli che avrebbero voluto una condanna più severa o una posizione politicamente strumentalizzabile". Conclude allora l'esponente centrista: "Sembra che qualcuno lavori per provocare una rottura fra questa maggioranza di governo ed i cattolici italiani. E questo qualcuno - conclude Buttiglione - non si trova all`interno della opposizione ma all`interno della maggioranza".
E, per non farsi riconoscere, ha il fazzoletto verde al taschino. Ma dovrebbe sapere che Berlusconi rischia se rompe con la Chiesa. Lo aveva scritto anche The Economist a proposito delle polemiche sull'immigrazione clandestina, e dunque prima di questo nuovo caso. Per il settimanale britannico, solitamente non tenero con il premier italiano, il governo di Roma ha anche le sue ragioni ma deve essere prudente. In un articolo riguardante la morte in mare dei 73 clandestini eritrei provenienti dalla Libia, The Economist ricorda che il governo di Roma ha avviato la politica dei rimpatri, ma dissente dalle accuse di crudeltà o di omissione di soccorso.

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