Sui livelli di contrattazione discutiamo dal dopoguerra, piuttosto inutilmente. Salvo qualche breve parentesi, senza grandi esiti. Nel lontano novembre 1955, Di Vittorio aprì una prospettiva in preparazione del IV Congresso della Cgil. Come dimostra l'articolo che riproduciamo quasi interamente. Quella prospettiva di indubbio valore non ha raccolto i meritati frutti.
Di Vittorio, segretario generale della Cgil e autorevole parlamentare del PCI partiva da una constatazione fondamentale: la politica si regge solo sul buon senso delle persone, delle classi, dei cittadini. In specie questa condizione rimane essenziale per l'unità sindacale. Senza di esso ci si divide come conferma la storia. Per queste ragioni l'articolo va letto soprattutto ora. E' un aiuto per ricomporre i fili di un tessuto da troppo tempo lacerato.
Nella concretezza di Di Vittorio come di tutti gli altri leaders della sua epoca riemerge una proposta che renderebbe molto facile uscire dalle secche di oggi. Vogliamo approfittarne?
Domani (28 agosto), su Conquiste del Lavoro, l'articolo di Pietro Merli Brandini e la riflessione di Di Vittorio










