di Manlio Masucci
Sempre più web per i sindacalisti americani che, all'indomani del job summit alla Casa Bianca, si danno appuntamento on line per discutere l'attuale situazione dell'economia e del mercato del lavoro negli Stati Uniti. Con una conferenza avvenuta dal vivo sul sito dell'Afl-Cio, attraverso il canale You Tube della federazione, Richard Trumka si è messo a disposizione per rispondere alle domande dei membri dell'organizzazione sulle strategie del sindacato. L'iniziativa ha avuto un significativo successo con la partecipazione attiva di quasi 7.000 membri che hanno proposto e votato più di 150 domande. Il presidente dell'Afl-Cio ha così potuto illustrare direttamente agli americani i piani del sindacato in un momento di profonda crisi economica e occupazionale. Le maggiori apprensioni dei lavoratori riguardano soprattutto la creazione di nuova occupazione, una questione che Trumka ha voluto inquadrare in un contesto più ampio considerando che i sindacati non intendono accontentarsi di qualsiasi tipo di occupazione. Creare nuovi posti di qualità è dunque la parola d'ordine dell'Afl-Cio che ha invitato i lavoratori a focalizzarsi anche sulla malattia di un sistema economico, tenuto in ostaggio da Wall Street, di cui la disoccupazione è un sintomo: "Gli stipendi - ha spiegato Trumka rispondendo a una specifica domanda - sono rimasti stagnanti per anni tanto che la gente non ha più potuto risparmiare ed è dovuta ricorrere ai prestiti; è un sistema che è giunto al collasso rendendo evidente che non possiamo basare più la nostra economia sul debito". La chiave di volta è dunque la retribuzione: senza un'occupazione di qualità che retribuisca degnamente il lavoratore e rilanci i consumi, l'economia americana è destinata a rimanere soffocata. Di fronte a un settore finanziario che cerca di ricostruire i suoi baluardi appena intaccati dalla crisi, Trumka ha auspicato un nuovo modello economico dove la produttività sia premiata e la prosperità egualmente ridistribuita. Un'inversione di tendenza netta rispetto a quanto professato dagli Stati Uniti per anni che, attraverso i dettami della scuola monetarista di Milton Friedman, hanno sempre sostenuto il principio di autoregolazione del mercato. Un pensiero che deve essere superato, nell'analisi di Trumka che, a seguito di specifica domanda, non ha esitato ad attaccare frontalmente le teorie del premio Nobel per l'economia definite, dallo stesso sindacalista, come "velenose". La filosofia neoliberista, che vede nei sindacati nient'altro che un impedimento al compiersi del libero mercato è, dunque, la causa principale di una crisi che andrà sconfitta soprattutto da un punto di vista culturale e di mentalità. Contro le teorie dell'autoregolamentazione dei mercati, il presidente dell'Afl-Cio rilancia il ruolo attivo dei sindacati nella politica economica del paese per mettere al primo posto le persone e non il mercato. Riforma sanitaria, una nuova legge che agevoli l'adesione ai sindacati, ampliamento dei sussidi di disoccupazione sono i prossimi obiettivi ma una delle assolute priorità, ha specificato Trumka, è proprio quella di informare ed educare i membri del sindacato e i lavoratori sulle reali alternative economiche che tanto spaventano i lobbisti di Wall Street. Interattività e partecipazione, informazione e dialogo diretto con i lavoratori: la sfida dei sindacati si delinea sempre più come sfida sulla cultura del lavoro che il sistema neoliberista vorrebbe annichilire. I nuovi strumenti del web rappresentano oramai il nuovo importantissimo veicolo per vincere questa sfida.










