Dipendente suicida, condannata la Renault

Il Tass (Tribunale per gli affari sulla sicurezza sociale) di Nanterre (Francia) ha condannato per "colpa grave" la Renault per il sucidio di un suo dipendente avvenuto nel 2006. Il 20 ottobre di tre anni Antonio B. ingegnere informatico di 39 anni, si toglieva la vita gettandosi dal quinto piano dell'edificio principale del Technocentre Renault di Guyancourt. Secondo la famiglia della vittima, Renault non aveva rispettato gli obblighi di sicurezza. Inoltre, lo stress a cui sarebbe stato sottoposto Antonio B. avrebbe contribuito in maniera decisiva al suicidio.

Il tribunale ha accettato le richieste della moglie dell'ingegnere: una maggiorazione della rendita versata alla famiglia e un euro simbolico d'indennità. "Se ho deciso di agire - ha detto la vedova a le Monde - l'ho fatto per mio figlio che ha 11 anni, perchè conoscesse le vere ragioni che hanno spinto suo padre a togliersi la vita". Dopo la pronuncia del Tass, la casa automobilistica francese, che avrà ora un mese per ricorrere in appello, ricorda che il sucidio fu vissuto come "un dramma che aveva colpito tutto il mondo Renault". (cdl)

(17 dicembre 2009)

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