Brunetta convoca i sindacati a Palazzo Vidoni il 9 dicembre. Lo ha detto all'Ansa lo stesso ministro per la Pubblica amministrazione, a margine di una audizione che si è tenuta a San Macuto. Brunetta ha precisato che la convocazione interesserà "tutti i sindacati che hanno firmato il nuovo modello contrattuale", e dunque non vale per la Cgil, che ha detto no all'accordo. Nei giorni scorsi, infatti, le organizzazioni avevano sollecitato un confronto per il rinnovo contrattuale, perché lamentano l' insufficienza delle risorse in Finanziaria. La sola indennità di vacanza contrattuale prevista consentirà infatti aumenti pari 20 euro.
"Un atto importante e dovuto rispetto all'accordo del 30 aprile sul nuovo modello contrattuale", commenta Giovanni Faverin. "Un nuovo modello che confermiamo, per il pubblico impiego come per il settore privato, e che può essere un'oocasione per migliorare la qualità e le quantità economiche per i contratti". Oggi, ricorda, il segretario generale della Cisl Fp, "è partita la nostra mobilitazione per costringere le pubbliche amministrazioni, comprese Regioni, Comuni e Province, a eliminare consulenze, esternalizzazioni e appalti ai tanti amici dei politici, e per costruire una nuova efficienza della pubblica amministrazione a favore di famiglie, cittadini e imprese".
Rilanciando la mobilitazione, che durerà fino al 10 dicembre, la Fp Cisl chiede a governo e autonomie locali "le risorse necessarie a pagare gli accordi firmati e a rinnovare i contratti del triennio 2010-2012". Gli statali della Cisl dicono però no allo sciopero, perchè lo considera una scelta sbagliata, "che non servirà a portare quei risultati concreti che i lavoratori si attendono".
In merito allo sciopero della Fp Cgil, la Cisl Funzione pubblica contesta il metodo "di chi ha deciso di abbandonare il convoglio unitario e ha preferito di nuovo la piazza". E' successo così anche lo scorso anno, osserva Faverin, "quando dopo le piazze vuote, è toccato alla parte responsabile del sindacato contrattare ai tavoli di confronto le soluzioni ai problemi: così è stato con i rinnovi contrattuali, Ministeri in primis, e con le risorse per la produttività che il governo aveva tagliato e noi abbiamo recuperato"
Chiara dunque la scelta di via Po: non uno sciopero generale ma una mobilitazione forte in tutte le
regioni e i territori per riavviare il confronto e portarlo in tutti gli enti e i posti di lavoro. Al governo la Cisl Fp chiede coerenza con quel percorso condiviso "che fin qui ha portato risultati importanti".
"Malgrado la crisi e le difficoltà di finanza pubblica - rileva Faverin - siamo riusciti a rinnovare tempestivamente il biennio 2008-2009. Ma abbiamo anche scommesso su un modello contrattuale sperimentale che con l'Ipca tutelerà meglio le retribuzioni e incentiverà la partecipazione e la contrattazione decentrata. La stessa coerenza la pretendiamo dalle regioni e dagli enti locali rispetto alle risorse aggiuntive che hanno sottoscritto ma non hanno ancora stanziato". (cdl)
(2 dicembre 2009, ore 17.40)










