di Manlio Masucci
Una ripresa con nuovi posti di lavoro in quattro mosse. E' un Barack Obama rinfrancato quello che esce dal job summit della Casa Bianca e che espone alla platea della Brookings Institution le strategie del Governo elaborate dopo il confronto con le parti sociali e con i migliori esperti di economia del paese. Scongiurare il pericolo di una ripresa senza nuova occupazione è possibile e le idee per raggiungere questo obiettivo vanno decisamente nella direzione indicata dai sindacati. Dopo una prima serie di misure destinate a far da paracadute ad un'economia che sembrava sull'orlo del collasso e a seguito dei primi segnali di ripresa, l'attenzione dell'amministrazione americana deve ora concentrarsi sul riequilibrio di un mercato del lavoro che continua a bruciare migliaia di posti al mese.
Rilanciare l'economia e l'occupazione è, dunque, l'obiettivo del presidente Obama che individua quattro aree d'intervento. Il primo provvedimento riguarda un nuovo pacchetto di stimoli e di agevolazioni fiscali per favorire la crescita delle piccole e medie imprese che garantiscano l'assunzione di nuovo personale. A fianco delle agevolazioni fiscali, Obama si è detto disponibile a rimettere in circolo i fondi avanzati del Tarp (il fondo statale per l'acquisizione degli asset tossici) per facilitare l'erogazione di prestiti ai piccoli imprenditori. Si tratta di misure richieste a gran voce dai sindacati considerando che il sistema delle Pmi, particolarmente vessato dalla crisi, ha creato il 65% di tutti i nuovi lavori negli Stati Uniti negli ultimi quindici anni.
Il secondo passo di Obama è quello di continuare a investire nell'ammodernamento delle infrastrutture dopo i buoni risultati dei primi 10.000 progetti lanciati con il sostegno del Recovery Act che avrebbero creato almeno un milione e mezzo di nuovi posti secondo le stime governative. Le attività finanziate dallo Stato su strade, ponti, sistemi idrici e reti informatiche stanno, infatti, rilanciando le imprese private che assumono, di conseguenza, nuovo personale. Anche queste misure sono fra quelle richieste dall'Afl-Cio così come la terza mossa annunciata da Obama che riguarda l'erogazione d'incentivi per rendere le abitazioni più efficienti da un punto di vista energetico. Si tratta di un passo che permetterebbe di creare nuovi lavori, di risparmiare sulle bollette e di ridurre l'inquinamento. Il quarto e ultimo punto dell'agenda presidenziale riguarda tutte quelle misure che assicurino una dignitosa sussistenza in tempo di crisi ai gruppi svantaggiati fra cui l'estensione dei sussidi di disoccupazione considerata dai sindacati una vera priorità. E' questa, dunque, la strada scelta da Obama per rilanciare la produttività americana, uscire dalla pericolosa spirale del debito e del consumo e rilanciare investimenti coraggiosi, industrie all'avanguardia, formazione dei lavoratori.
(9 Dicembre 2009)










