Brasile, la strategia di Lula per uscire dalla crisi

 

di Raffaella Vitulano

Il Brasile sembra aver superato la crisi grazie ad un tasso di crescita che supera il 5%, con una formula tutt'altro che magica, diametralmente opposta a quella ricercata ed applicata in Europa. E' quanto sta emergendo dal sesto congresso del secondo sindacato più grande del Brasile, Força sindical - che fa del Lavoro decente il suo slogan - alla presenza di 3.500 delegati provenienti da tutto il Paese, del ministro della Segreteria generale, Luiz Dulci, considerato uno degli uomini di fiducia del presidente Lula, dei ministri Lupi e Pimentel, e del presidente del Brasile Luis Inacio Lula da Silva. Tra gli ospiti internazionali, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, accompagnato dal responsabile del Dipartimento internazionale Cisl, Luigi Cal.
Força sindical è un sindacato che insieme alla Cut rappresenta l'80% degli iscritti in Brasile, fortissimo nel settore privato e nel soprattutto nel commercio, in cui conta oltre 1 milione e mezzo di affiliati. Un sindacato fortissimo nella cintura industriale di San Paolo, area che rappresenta più del 33% del pil brasiliano.
Dal Congresso e dai media sembra riconosciuto un dato di fatto: i sindacati brasiliani (Força sindical, la Cut e i 4 più piccoli) hanno giocato un ruolo fondamentale per una veloce uscita dalla crisi, concordando a un tavolo con Lula una strategia che ha previsto in primo luogo l'abbassamento dei tassi d'interesse, per la prima volta passati all'8,75% (in genere hanno sempre viaggiato tra 18 e 25%), il dato più basso della storia brasiliana.
Secondo asse della strategia, il deciso innalzamento del salario minimo, passato da 54 $ a 264 $ e che aumenterà - è concordato tra le parti - fino al 2013 del tasso d'inflazione più la percentuale di crescita del pil. L'accordo sarà rivisto ogni 4 anni.
Una strategia, quella brasiliana, assolutamente contraria a quella attuata in Europa, dove gli imprenditori tendono a contrarre i salari. Lo stesso avviene, ovviamente, da parte degli imprenditori brasiliani, "ma la forza dei sindacati e l'accordo con Lula - riferisce il responsabile del Dipartimento internazionale Cisl da Santos, 500 mila abitanti, terra di Pelè, dove il caffè è quotato in Borsa - l'hanno sventato".
I sindacati e Lula hanno inoltre concordato l'agevolazione della costruzione di case popolari, introducendo 3 turni negli orari di lavoro degli edili e riducendo le tasse sugli elettrodomestici (la cosidetta linea bianca).
Lula ha sostenuto investimenti nel settore auto ed ha già annunciato che il Brasile non conterrà le spese in vista dei Mondiali di calcio del 2014, ricordando l'importanza degli investimenti del settore privato e sottolineando come le opere previste per i Mondiali di calcio costituiranno un patrimonio per la popolazione brasiliana. Mentre in Italia viene introdotto il reato di "immigrazione clandestina", in Brasile il presidente Lula firma inoltre una legge che consente agli immigrati clandestini di ottenere la cittadinanza. La legge aiuterà da 50mila a 200mila persone, per lo più peruviani, paraguayani, boliviani e cinesi. Il presidente brasiliano ha detto che questo provvedimento è un esempio per i Paesi che compiono rimpatri di massa o adottano politiche di immigrazione ingiuste.
Sul fronte import-export, Lula non ha esitato ad elevare i dazi d'importazione d'acciaio dalla Cina da 0 a 14-17, a seconda del tipo d'acciaio. Il buon rapporto del presidente brasiliano coi cinesi (Lula è stato sponsor di grandi rapporti commerciali, ma al tempo stesso è intervenuto anche su pesanti questioni umanitarie come quella della Birmania) ha evitato che la Cina denunciasse il Brasile alla Wto per concorrenza sleale; in ogni caso Lula ha assicurato che si tratta di una misura provvisoria. La presenza di Bonanni al Congresso è stata particolarmente apprezzata dal presidente O Paulinho di Força sindical, organizzazione dei lavoratori che, avendo un rapporto storico con la Uil, tiene molto ora a rafforzarlo con la Cisl.
Luigi Angeletti è infatti intervenuto all'inizio dei lavori, mentre Bonanni è stato invitato ad intervenire alla chiusura. Tra i temi in dibattito al Congresso di Força sindical, la lotta per assicurare ai brasiliani la qualità della vita e del benessere sociale. Un obiettivo, spiegano dal sindacato, che comporta necessariamente "la costruzione di un paese più giusto, la stabilità e la crescita economica, il progresso scientifico e tecnologico, dignitose condizioni di lavoro e, soprattutto, le condizioni istituzionali" senza le quali non è possibile realizzarlo. Temi che saranno ripresi da lunedì prossimo a San Paolo, dove inizierà il Congresso della Cut, e al quale parteciperà lo stesso Raffaele Bonanni.

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