Critiche dei sindacati Cgil, Cisl e Uil per "l'irragionevole rifiuto a qualsiasi ripensamento ed a qualsiasi trattativa da parte della proprietà del gruppo Ermenegildo Zegna che vuole imporre, a
tutti i costi, la chiusura immediata dello stabilimento Matex di Montesilvano (Pescara)".
"Si tratta - si legge in una nota all'indomani di un incontro presso l'Unione Industriali - di una scelta strategicamente sbagliata e socialmente inaccettabile perchè riduce la capacità produttiva dell'azienda molto di più della perdita che sta subendo oggi, in un periodo di crisi, cioè, dalla quale, la stessa Confindustria della quale Paolo Zegna è uno dei Vice-Presidenti, sostiene si uscirà; smantella uno stabilimento che ha prodotto profitti per 20 anni, che è sempre stato il fiore all'occhiello del gruppo e che è stato costruito beneficiando degli aiuti di stato e comunitari presenti all'epoca; butta in mezzo ad una strada 50 famiglie ed il codice etico che il gruppo Ermenegildo Zegna si è sempre vantato di avere sottoscritto con le organizzazioni sindacali, ma che a questo punto riteniamo aveva unicamente funzioni di marketing per vendere meglio il
prodotto".
Secondo i sindacati "è una scelta in assoluta controtendenza rispetto alla straordinaria campagna di solidarietà che di cui l'Abruzzo è stato oggetto dopo il terremoto del 6 Aprile e che, quindi, è un vero e proprio schiaffo in faccia ad una Regione terremotata". "È una scelta cinica e sbagliata -
si conclude nella nota - che, a fronte della più ampia disponibilità dichiarata dalle organizzazioni sindacali a trattare, ha risposto con una chiusura irragionevole e testarda".










