Uno sciopero nazionale di 8 otto ore per il 24 giugno di tutte le aziende italiane della chimica e del gruppo Eni. A proclamarlo i sindacati di categoria di Femca Cisl, Filcem Cgil e Uilcem Uil, riuniti per gli Esecutivi unitari, alla cui apertura hanno osservato un minuto di silenzio per le vittime della raffineria Saras di Sarroch, a Cagliari. Una mobilitazione forte che sarà articolta in tre presidi: due a Roma, uno davanti alla presidenza del Consiglio dei ministri, l'altro alla direzione generale dell'Eni e un terzo a Milano davanti alla sede di Federchmica.
Sindacati e lavoratori scendono in piazza per protestare contro la latitanza del governo che prima prende impegni e poi non concretizza le parole in fatti. Stanchi del continuo disimpegno delle Istituzioni chiedono al Governo un piano industriale serio e strategico che riporti la chimica al centro delle politiche di sviluppo nazionali. "Non bastano più le parole e gli impegni che rimagono sulla carta - afferma Sergio Gigli, segretario generale della Femca - occorrono fatti concreti e bisogna farlo pure in fretta se non vogliamo che tra qualche tempo tutta l'industria chimica ancora rimasta cada in pezzi". Se ciò accadesse, si disperderebbe un significativo patrimonio di conoscenze tecnico-scientifiche costruito negli anni con un ulteriore deterioramento della bilancia commerciale dei prodotti chimici. Le conseguenze sull'occupazione sarebbero disastrose, per non parlare dei riflessi negativi che andrebbero a cadere sugli altri settori industriali.
(Sa. Ma.)










