di Raffaella Vitulano
Parigi (dal nostro inviato) - L'Ilo lancia l'allarme nel Rapporto sulle tendenze globali dell'occupazione, che prevede per il 2009 un aumento della disoccupazione fino a raggiungere un numero complessivo di disoccupati tra i 210 milioni e i 239 milioni, il che corrisponde ad un tasso di disoccupazione mondiale compreso tra il 6,5 % e il 7,4 %.
La Confederazione europea dei sindacati e le organizzazioni affiliate decidono di conseguenza. Niente più indugi: si mobiliteranno il 7 ottobre per sostenere la giornata d'azione mondiale promossa dalla Confederazione internazionale dei sindacati in favore del lavoro dignitoso. La Ces chiede al Consiglio europeo, al nuovo Parlamento europeo e alla nuova Commissione di agire rapidamente ed insiste con gli imprenditori affinché s'impegnino in un dialogo sociale su tali questioni e collaborino alla risoluzione della crisi.
La povertà non cessa d'aumentare in Europa, dove si contano oggi oltre 80 milioni di persone colpite dal fenomeno, moltissime delle quali sono persone anziane, donne e uomini. Nel secondo giorno della Conferenza Ces dedicata alla crisi, i sindacati europei aprono ad un sincero dibattito interno e si confrontano con analisi a volte divergenti. Le differenti concezioni europee sull'inquadramento dei lavoratori in pensione all'interno degli organismi sindacali trovano ad esempio spazio e sintesi nell'intervento del segretario generale della Ferpa (Federazione europea pensionati e persone anziane), Bruno Costantini, che non esita a denunciare il fatto che "le persone anziane e i pensionati sono molto toccati dalle difficoltà economiche, che hanno evidenti ripercussioni negative sulle situazioni più fragili, rappresentate ad esempio proprio dalle persone sole, dalle donne anziane, i poveri e le persone emarginate". Si tratta, spiega a Conquistedellavoro.it, di "un problema generale relativo al carattere di sostenibilità delle pensioni e al riaggiustamento delle prestazioni per l'oggi e per il domani".
La situazione drammatica di crisi che tocca il continente europeo è caratterizzato da due fenomeni eccezionali: un processo di invecchiamento sociale senza precedenti e l'accentuazione del rischio di povertà per la grande categoria dei lavoratori e dei pensionati. La nuova situazione mondiale sarà fortemente influenzata dall'efficacia delle risposte che la Ue e i suoi sindacati offriranno ai problemi, e sono essenzialmente tre le rivendicazioni della Ferpa: i pensionati e i loro sindacati facciano parte del dibattito, delle iniziative e delle contrattazioni del movimento sindacale europeo; la garanzia del reddito per gli anziani sia un obiettivo da perseguire; l'assistenza sociale e sanitaria diventi una finalità da concretizzare in ogni paese europeo.
Alle manifestazioni Ces, la Ferpa è stata sempre presente, sostenendo i diritti dei lavoratori, "ma abbiamo poco apprezzato il fatto di non poterci esprimere nelle tribune delle diverse capitali europee", ci racconta Costantini. Il riferimento è alle Euromanif di due settimane fa a Praga, Madrid, Berlino e Bruxelles, ma la delusione più grande all'interno della Federazione europea all'interno della Ces resta quella della sua mancata partecipazione a livello statutario, attraverso il riconoscimento del suo diritto di voto al comitato esecutivo: "E' un diritto al quale non vogliamo rinunciare, un dibattito sempre attuale, e pertanto chiediamo alla Ces di definire la sua politica anche in difesa delle rivendicazioni dei lavoratori in pensione".
La crisi, del resto, sta mietendo vittime ovunque, in Europa e in tutto il mondo, e sono proprio i deboli a farne di più le spese, anche negli Usa.
Da Parigi lo sguardo va Oltreoceano, e mentre la Ue discute il rafforzamento delle sue relazioni con gli Stati Uniti di Obama, la Confederazione europea dei sindacati si dice forte sostenitrice dell' Employee Free Choice Act (Efca) che pone la legislazione del lavoro statunitense molto più vicina agli standard europei ed internazionali. E mentre di Efca si fa un gran dibattito negli Usa, la Ces chiede al preseidente della Commissione europea di sostenere apertamente questo importante tema nei suoi contatti con l'Amministrazione americana, in particolare mantenendo una visione che irrobustisca le forze democratiche ovunque nel mondo.
In una lettera a Barroso, la Ces ha tempo fa sottolineato l'importanza, in questo periodo di crisi economica, della libera organizzazione sindacale e della contrattazione collettiva: "I diritti e l'abilità dei lavoratori di difendere i propri salari e le proprie condizioni di lavoro possono aiutare a prevenire il collasso del potere d'acquisto e del mercato, e l'Employee Free Choice Act potrebbe rappresentare un passo nella giusta direzione per i lavoratori Usa. Le attuali pratiche antisindacali negli Usa servono solo a distruggere un modello di relazioni industriali che in altri continenti, come in Europa, regge bene e che non deve essere minato nel modello sociale e nel dialogo sociale".
Già tempo fa la Ces e l'American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations (Afl-Cio) hanno firmato una dichiarazione comune diretta ai governi europei e americani in cui si chiedeva loro un impegno alla difesa degli interessi dei lavoratori nella gestione dell'economia globale. Oggi i rapporti si rinsaldano, di fronte alla crisi.
Ieri l'intervento di Jacques Delors ha ricordato alla platea sindacale seduta nel Comune di Parigi il colore di un'Europa oggi sbiadita ed irriconoscibile. I sindacati europei studiano le prossime mosse, ma la troppo stretta vicinanza ai partiti nazionali non basterà ad aiutarli nella prossima tornata elettorale dell'Europarlamento. Dalla prospettiva Cisl di autonomia sindacale (caso davvero raro nella Ces), le urne non dovrebbero essere poi così influenti quando esistono concertazione e contrattazione con qualsiasi governo, e l'appello al voto lanciato dalla Confederazione europea dei sindacati non serve da solo a determinare il vero cambiamento: la sfida sindacale per contrastare la crisi non consisterà infatti solo nel ribaltare la maggioranza dei governi di centro-destra che ormai dominano la Ue, ma nel ritrovare un vigore, un dinamismo, una solidarietà ed un vero europeismo oggi ancora sopiti e che - leggi il caso Irem/Lindsay - lasciano ancora l'amaro in bocca.










