Cgil, Cisl, Uil ribadiscono il loro no alle modifiche introdotte dal decreto legislativo che corregge il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro sulle sanzioni ai manager. Lo fanno in occasione della loro audizione alla Camera sullo schema messo a punto dal ministro del Lavoro che avviene proprio a ridosso della nuova tragedia che ha fatto tre vittime tra gli operai della Saras.
"Per arrivare ad un accordo su questi punti - osserva la responsabile Cisl della sicurezza, Cinzia Frascheri - eravamo disposti ad un avviso comune su cui il Ministro aveva dato un impegno che non ha rispettato''. ''Questa è una controriforma che interviene sul codice civile, penale e sullo statuto dei lavoratori - afferma il segretario confederale della Cgil, Paola Agnello Modica", che chiede quindi di non procedere con questo provvedimento, dando invece attuazione al Testo Unico e solo dopo verificare se ci sono eventuali correzioni da apportare''. Diversa la linea della Uil che tuttavia ribadisce il ''giudizio negativo'' sulla responsabilità dei datori di lavoro, le cui modifiche introdotte nello schema del nuovo provvedimento ''indeboliscono tutto il sistema'' sanzionatorio. ''In questi termini - evidenzia il segretario confederale, Paolo Carcassi - diventa conveniente per il datore di lavoro pagare una multa''.
Il gravissimo incidente della Sardegna è un coincidenza, ma purtroppo le coincidenze rischiano di diventare ricorrenti, affermano i sindacalisti che chiedono, quindi, al Parlamento di ''non abbassare la guardia''. Sullo schema il decreto non scardina l'impianto precedente ma introduce una serie di elementi su cui i sindacati danno parere negativo: in primis le norme sulla responsabilità dei datori di lavoro e quelle sulla rappresentanza per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Su questo punto insiste molto la Cisl, che parla di ''anello debole'' per quanto riguarda l'attenzione alle procedure di sicurezza e alle depenalizzazioni.










