di Andreina Bonanni
Francoforte (nostro servizio) - "Yes, we can besser...ohne GM" (si, possiamo far meglio... senza General Motors) si leggeva questa mattina sugli striscioni dei lavoratori della Opel a Ruesselsheim, che hanno manifestato la loro soddisfazione - per la prima volta in questa vicenda - per il divorzio dalla casa madre americana. A dare la storica notizia è stato, nella tarda serata di ieri, il presidente del consiglio di fabbrica internazionale della casa automobilistica tedesca, Klaus Franz.
Il documento - ha detto - è già stato preparato e che manca solo la firma. Il sindacalista ha inoltre osservato che l' accordo in questione "sembra molto buono e tutto va nella direzione giusta". General Motors ha trasferito le sue attività europee alla controllata tedesca Adam Opel GmbH, in una mossa tesa a facilitare un accordo con il futuro investitore nella società. Le attività trasferite includono stabilimenti, rete vendite e tecnologie ma non il debito. Ad oggi i colloqui per un'integrazione di Opel e delle altre attività di Gm in Europa includono Fiat e il gruppo austro-canadese Magna. Interesse è stato anche manifestato dalla cinese Baic, ma il ministro federale delle finanze, Peer Steinbrueck, ha già dichiarato che il governo non ha avuto il tempo di prendere in considerazione la proposta cinese, arrivata in ritardo. Adesso, ha sottolineato, Klaus Franz, è importante trovare velocemente un nuovo investitore per la Opel. Ieri, commentando la gara per l'acquisizione della controllata Gm, Franz aveva detto che il gruppo Magna è "in pole position". Il sindacalista ha ribadito anche oggi che il consiglio di fabbrica della Opel preferisce il piano del gruppo austro-canadese. La Fiat è una "black box" (scatola nera) per tutte le parti coinvolte nell'operazione Opel: lo ha detto a Francoforte il governatore dell'Assia, Roland Koch (Cdu), secondo il quale "neanche un centesimo" dei fondi tedeschi dovrebbe andare all'Italia. Il governatore, che parteciperà, in cancelleria, al super-vertice sul futuro della Opel, ha spiegato che il piano presentato dal gruppo Magna ha un chiaro vantaggio rispetto a quello del Lingotto. Il quartier generale e il principale impianto della Opel si trovano in Assia, a Ruesselsheim.
Di diverso avviso resta per contro il premier del Land Nordreno-Westfalia, dove si trova lo stabilimento di Bochum, minacciato di chiusura da parte di Magna.
Ma la vicenda si sta complicando per via degli interessi, avanzati anche da altri paesi, e non presi ancora seriamente in considerazione in Germania. Il governo belga ha manifestato ora le sue ragioni per favorire il piano italiano. La Fiat "non chiuderà lo stabilimento di Opel ad Anversa, se acquisirà la divisione europea dell'americana Generale Motors (Gm)". Lo ha promesso, secondo il quotidiano economico fiammingo De Tijd, "l'amministratore delegato Sergio Marchionne, al presidente del governo regionale fiammingo Kris Peeters". "Fiat mi ha fatto capire - spiega Peeters - che non chiuderà Anversa e che vuole darle un avvenire". L'agenzia Belga precisa anche che il presidente del governo regionale fiammingo "si era già incontrato con Siegfried Wolf, l'amministratore delegato di Magna International, uno dei candidati alla ripresa di Opel, il quale però non aveva potuto dare garanzie sull'avvenire dello stabilimento di Anversa". Il futuro dell'impresa automobilistica Opel "é un problema europeo". Lo ha sottolineato il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso rispondendo a coloro che criticavano l'implicazione della sola Germania nel dossier sulle attività di Opel.










