Amnesty lancia una nuova campagna che parte da un presupposto fondamentale: la povertà non è naturale. Questa campagna in Italia si chiamerà "Io pretendo dignità": la frase è inscritta tra sei parentesi, tre per lato, che ricordano il simbolo dell'amplificazione perché Amnesty spera che questa nuova lotta per i diritti umani abbia un'ampia risonanza. L'associazione è convinta che la questione dei diritti umani debba essere posta al centro della lotta alla povertà perchè non è data solo dalla mancanza di risorse ma "soprattutto dai comportamenti e dalle scelte di chi detiene il potere". "Io pretendo dignità" è stata presentata da Daniela Carboni, direttrice dell'Ufficio campagne e ricerca della Sezione italiana dell'organizzazione, in occasione della pubblicazione del rapporto annuale di Amnesty per i diritti umani. "Sono quattro i fattori che caratterizzano la povertà: privazione, disuguaglianza, ingiustizia e oppressione", fattori che erodono la dignità di ogni essere umano, per questo, ha spiegato Carboni, la dignità è al centro di questa nuova campagna. La rappresentante di Amnesty è poi passata ad illustrare le cifre del dramma della povertà: 963 milioni di persone soffrono la fame, un miliardo vive in insediamenti abitativi precari, ogni minuto una donna muore per complicazioni legate alla gravidanza, almeno 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all'assistenza sanitaria di base, circa 2,5 miliardi non hanno servizi igienici adeguati e 20mila bambini al giorno muoiono per questo. Per ottenere un cambiamento profondo, Amnesty intende intervenire in tre aree in cui finora non si è fatto nulla se non a parole: la responsabilità dei governi, delle imprese e delle istituzioni finanziarie internazionali; accesso ai diritti e ai servizi essenziali per la dignità umana senza discriminazioni; partecipazione attiva delle persone che vivono in povertà. Tre sarannno anche i temi su cui si concentrerà la campagna: la mortalità materna, gli insediamenti abitativi precari e la responsabilità delle imprese sui diritti delle persone e delle comunità. I testimonial in Italia di questa campagna sono il comico Giobbe Covatta, la band dei Modena City Ramblers e l'attrice Sabrina Impacciatore, presente alla conferenza che ha detto, citando Vinicio Capossela, "quando la vita è offesa una volta, è offesa per sempre in ogni dove".










