Sale la tensione tra i Vigili del fuoco che operano in Abruzzo nelle aree colpite dal terremoto perchè il governo non concretizza gli impegni assunti in modo ufficiale. E' Pompeo Mannone, segretario generale della Federazione Nazionale Sicurezza della Cisl a denunciare ''il ritiro, dal decreto sul terremoto in discussione al Senato, dell'emendamento con il quale si prevedono il ripianamento delle carenze di organico, risorse per i mezzi e le attrezzature, il riconoscimento del lavoro e dell'impegno dei Vigili del Fuoco. Il personale all'opera nelle zone terremotate - rileva - ha accolto la notizia con un certo sconcerto''. ''Cgil, Cisl, Uil dei Vigili del fuoco, nel tentativo di arginare il forte malcontento e la collera che si registra tra il personale che opera da settimane nell'area terremotata, hanno proclamato lo stato di agitazione della categoria e minacciano il ricorso allo sciopero nazionale per la mancata approvazione dell'emendamento. Non ne possiamo più di essere presi in giro - aggiunge Mannone - perche' ai soliti attestati di stima e considerazione non si fa seguito con misure sostanziali''. Mannone sottolinea quindi la ''grave carenza di organici e il taglio selvaggio delle risorse finanziarie a disposizione. Se il Governo non manterrà quanto promesso, e cioè se il Ministro dell'Interno non riuscirà a convincere l'intero esecutivo sulla indispensabilità delle misure in favore del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco attueremo tutte le forme di protesta possibili, assicurando comunque, anche in caso di sciopero, il servizio di soccorso alla cittadinanza che siamo certi ci sarà vicino in questa giusta rivendicazione''.










