I socialisti europei non si fidano di D'Alema

EUROPA

Accordo fatto al vertice straordinario europeo dei capi di Stato e di governo sulle nomine Ue. Il premier belga Herman Van Rompuy è il primo presidente stabile dell'Europa. L'inglese Catherine Ashton, attuale commissario europeo al Commercio, è il nuovo Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea. "Faccio i migliori auguri alle persone che sono state nominate. E' stato un onore essere stato candidato per un incarico così prestigioso in un momento così importante per l'Europa". D'Alema accetta la sconfitta. Mister Pesc non sarà lui.

I fanatici del vetriolo diranno ora che una baronessa inglese dava più garanzie di un ex comunista riformista italiano in buonissimi rapporti con Hamas. Ancora una volta però, l'Europa non riesce a fare a meno di volare basso. Il sì degli eurodeoputati socialdemocratici di una settimana fa non ha dunque convinto i leader socialisti europei. I capi di Stato e di governo aderenti al Pse hanno infatti trovato un accordo unanime sul candidato alla poltrona di Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea che differisce dai desiderata di Strasburgo.

La decisione dei socialisti europei "lascia alquanto perplessi, sia per ragioni di merito che di metodo", spiega Gianluca Susta, vicepresidente del Gruppo dell'Alleanza progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento europeo. "Di merito perchè il profilo della persona indicata non è certamente tale da assicurare quell'autorevolezza che è richiesta in un momento particolare di ridefinizione dei ruoli delle grandi aree geopolitiche nel mondo. Di metodo, perchè altri erano stati gli impegni e le decisioni assunte all'interno degli organi parlamentari dell'Alleanza progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo senza che le stesse siano state ridiscusse".

"Dispiace molto che D'Alema non sia stato nominato Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue", commenta Fabrizio Cicchitto. "È una oggettiva sconfitta per il nostro Paese che si era impegnato come governo, e ovviamente come opposizione, per un risultato positivo, aldilà delle mille ragioni di discussione e di dibattito che molti di noi hanno sulle posizioni politico-culturali dell'onorevole D'Alema".

"A quanto pare hanno prevalso le ragioni di Stato e le esigenze del governo britannico sulle obiettive competenze e capacità di rappresentare una forte politica estera europea", afferma Pier Luigi Bersani. Il leade del Pd parla di nomine di basso profilo. "Non è certo una buona partenza per l'Europa di Lisbona".

Casini infine parla di occasione persa per l'Europa. "Ancora una volta l'Europa gioca al ribasso e per la posizione di ministro degli Esteri sceglie una brava persona, priva della necessaria esperienza internazionale e di ogni possibilità di esercitare qualsivoglia leadership.
Tedeschi e francesi hanno scelto e noi italiani, purtroppo, siamo stati marginalizzati nel gioco europeo. Un'occasione persa, non tanto per D'Alema, a cui rinnovo i miei sentimenti di stima e considerazione, ma per rendere l'Europa autorevole, credibile e riconoscibile dai cittadini". (cdl)

(18 novembre 2009, ore 20.30)

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