La crisi economica sta colpendo più i figli che i padri: nel secondo trimestre 2009, la riduzione occupazionale registrata nei nuclei familiari e dovuta ai figli è risultata più del doppio rispetto a quella riferita ai padri. Ad affermarlo il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, il quale, durante una audizione sulla Finanziaria in Senato, ha aggiunto che "in linea con il protrarsi della contrazione dell`attività produttiva, le condizioni del mercato del lavoro sono andate peggiorando".
Nei dati dell'indagine sulle forze di lavoro, depurati dai fattori stagionali, "l'occupazione dalla
seconda parte del 2008 ha registrato quattro consecutive riduzioni congiunturali", ha spiegato
Giovannini. In un anno il tasso di occupazione è sceso di oltre un punto percentuale, posizionandosi al 57,9%. In confronto a un anno prima, l`occupazione è scesa nel secondo trimestre del 2009 dell`1,6% (ben "378mila persone" in meno). La riduzione ha riguardato "in modo più intenso la componente maschile (-2,2%) e le regioni meridionali (-4,6%)".
Il presidente dell'Istat ha notato come meccanismi di salvaguardia dell`occupazione e di protezione del reddito, come la cassa integrazione guadagni (cig), "hanno contenuto la caduta dell`occupazione". Secondo l'indagine sull`input di lavoro delle grandi imprese, nell`industria la quota delle ore di cig rispetto a quelle effettivamente lavorate è salita significativamente, toccando un picco dell'11% nel corso del secondo trimestre (con un incremento di circa 9 punti percentuali rispetto a un anno prima) per poi segnare una prima diminuzione a luglio.
Quanto all'impatto della crisi sulle diverse generazioni, nel secondo trimestre 2009, la riduzione
occupazionale registrata nei nuclei familiari e dovuta ai 'figli' (-404mila unità) è risultata
notevolmente più ampia rispetto alla flessione occupazionale dei `genitori` (-152mila unità). Questi ultimi sono in maggioranza lavoratori autonomi e vivono soprattutto nel Sud. Il saldo è, invece, positivo in termini di occupati per le famiglie formate da un componente (soprattutto di stranieri o di italiani ultra cinquantenni) e per quelle formate da coniugi in coppie senza figli, in gran parte donne straniere impiegate nel settore dei servizi alle famiglie. (Apcom)










