di Andrea Mone
Premessa
Il 1 Luglio del 1949 fu adottata a Ginevra la convenzione ILO n. 98 sul diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva. Per questa ragione ILO (ACTRAV) ha deciso di celebrarne il 60° (90°dall'istituzione della stessa Organizzazione) e tentare di capirne lo stato di avanzamento
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La libertà di associarsi ed il diritto di contrattazione - quale strumento di difesa sia degli interessi economici e sociali dei lavoratori sia del diritto di esercitare i diritti di azione sindacale - sancita dalla convenzione 98 completò quanto introdotto dalla convenzione ILO n. 87 in materia di libertà di associazione e il diritto di organizzazione.
La convenzione operò dunque un riconoscimento e protezione del diritto:
- individuale del lavoratore (contro le discriminazioni di origine sindacale),
- collettivo, delle organizzazioni sindacali di essere protette nella loro azione
- dei lavoratori di essere rappresentati dalle organizzazioni sindacali durante la negoziazione sulle condizioni di lavoro.
Con la convenzione ILO n. 151 (1978) e raccomandazione n. 163 si estende il diritto sancito dalla n. 98 anche al settore pubblico
Alcuni principi alla base della negoziazione e relazioni industriali:
- autoregolazione delle parti tenendo in considerazione la diversità di posizioni (specie economiche) delle parti
- principio di buona fede (convenzione ILO n.154) quale presupposto dell'efficienza della contrattazione.
Questioni aperte in materia di convenzioni ILO
- basso tasso di ratificazione (metà del mondo non l'ha ratificata: India, U.S., Cina, etc)
- carenza implementazione convenzioni ove ratificate
La cause ostative della ratifica sono in parte spiegabili con i processi di globalizzazione (decentramento, economia informale, privatizzazione e strutturazione dello stato) e crisi economica
Le premesse per una discussione sulla contrattazione collettiva vertono sui seguenti punti:
•1. rappresentanza lavoratori e loro riconoscimento dagli imprenditori
•2. tasso di copertura e sindacalizzazione
•3. intervento statale (nel promuovere, diffondere, conferire efficacia alla contrattazione)
•4. struttura dell'azione collettiva
•5. accordi transnazionali (dimensione internazionale della contrattazione collettiva)
Rappresentanza:
La contrattazione collettiva presuppone un riconoscimento delle parti, sufficientemente rappresentative e totalmente indipendenti. Di qui l'importanza di un metodo precostituito ed obiettivo, teso ad escludere meccanismi eccessivamente stringenti che rendano impossibile la negoziazione (es. tassi eccessivi: 40% Sri Lanka, 50%, Ecuador, 60% Libano; anche la soglia del 50% di tutti i lavoratori per dare efficacia ad un contratto è stata sovente reputata eccessiva)
Rispetto alla rappresentanza delle organizzazioni, secondo l'organismo di supervisione dell'ILO sono ammissibili sia rappresentanze dei soli membri (come in Bulgaria) sia dei lavoratori .
Riguardo le rappresentanze (dirette) dei lavoratori, occorre evitarne l'autorefenzialità
Il tasso di copertura dei lavoratori,
Estremamente variabile rispetto ai Paesi: dalla quasi totalità -100%- (Austria, Slovenia) al 15% dell'Asia. Molte le variabili che condizionano il tasso, in Ghana ad esempio, pur essendoci strutture sindacali ben radicate il tasso di economia informale del 88% riduce drasticamente la copertura.
In generale si ravvisa un
- generalizzato declino della copertura contrattuale dovuta a frammentazione della contrattazione collettiva
- incremento dei lavoratori atipici (difficoltà si riscontrano anche nell'aggregare i quadri, ormai molto numerosi)
Nel Settore Pubblico si manifesta una difficoltà maggiore di contrattazione, sebbene stia scomparendo la fissazione unilateralmente delle regole. I processi in atto vedono spesso una ristrutturazione dell'apparato statale (privatizzazioni, etc) nonché un'esasperata conformità al patto di stabilità (che limita la spesa pubblica) con ricadute dirette sui lavoratori
La differenza dello Stato quale imprenditore risiede nel dualismo politica-amministrazione, limitazione del diritto di sciopero, finalità del diritto lo sciopero (non danno economico ma politico).
Nel sistema privato la contrattazione è basata nell'impedire la sopraffazione del capitale, nel pubblico tende ad evitare che l'alternanza (politica) del datore possa scaricarsi sul lavoratori.
Problema principale è il riconoscimento delle Parti, specie in Asia a America Latina. Per i pubblici servizi il diritto di associarsi fu riconosciuto dalla convenzione n. 87 ma la n. 98 li escluse dalla contrattazione collettiva, che poi fu definitivamente riconosciuta con la n. 151.
I sistemi di negoziazione nel settore pubblico variano da forme di consultazione (che sfocia in un protocollo implementato dalla legge) alla contrattazione in senso tecnico (i cui effetti sono conferiti dati dalla legge).
Settori particolarmente a rischio
Le implicazioni della crisi (privatizzazioni, deregolamentazioni, ristrutturazioni) sul mercato del lavoro sono note, tuttavia in alcuni settori la diminuzione della contrattazione si è avvertita maggiormente, anche per oggettive problematiche legate di aggregazione.
- Agricoltura, dove molti lavoratori sono indipendenti, temporali, stagionali
- Informal economy: che include molte tipologie di lavoratori (familiari, in proprio), la cui autonomia e specificità rende difficoltoso il processo di aggregazione. In alcuni Paesi tale segmento, che non configura lavoro sommerso, essendo parte dell'economia reale registra una diffusione molto ampia (90% nell'Africa sub-sahariana, 75% nell'America latin, 50% nell'Asia dell'est)
- Gli atipici, le cui caratteristiche rendono difficile l'organizzazione (più datori, posti di lavoro non riconoscibili) costituiscono il segmento indubbiamente più vulnerabile del mercato del lavoro. Numerose le pratiche imprenditoriali tese a frenare la sindacalizzazione (evitando i lavoratori permanenti, mancato rinnovo, legislazioni deboli). Anche in Stati dove la legge formalmente pone delle tutele persistono condizioni altamente discriminatorie (tutela legislativa Vs tutela reale)
- Delocalizzazioni: social dumping.
Le materie oggetto della contrattazione e l'intervento dello Stato
Rispetto al generale principio di libertà di negoziare i contenuti del contratto, occorre comunque evitare che la legislazione sia l'unica intestataria di alcune materie (in Malaysia e Singapore, ad es., le promozioni e i trasferimenti sono esclusi dalla contrattazione). Tale ingerenza è stata ritenuta incompatibile con la convezione n.98 anche quando si tratti di materie non concernenti strettamente la contrattazione, come la privatizzazione.
Nelle sole ipotesi di restringimento temporaneo da parte del Governo, è possibile derogare a tale disposizione a patto di preservare gli standard di protezione minimi dei lavoratori.
L'intervento dello Stato deve in ogni modo essere minimo (a tal riguardo, si registrano addirittura casi dove l'intervento statale avvenga non solo in caso di rottura delle trattative sindacali ma su normale su istanza di parte -Cuba, Uganda)
La materia salariale costituisce uno dei principali contenuti della contrattazione in ragione della sua finalità di salvaguardia del potere d'acquisto con l'andamento dei prezzi - crescita economica - costo della vita. Anche per questa ragione deve essere garantita una continuità della contrattazione.
Cambiamenti nella struttura contrattuale, tendenze:
- decentramento a livello di impresa (con rischi di atomizzazione), anche in Paesi con una forte centralizzazione o intersettoriale (Francia e Germania, Australia)
Nel centro Europa persiste una generalizzata contrattazione a livello settoriale, sebbene in alcuni Paesi si sia assistito a sensibili evoluzioni in senso decentrato (Germania) .
Come ricorda la convenzione n. 163, nel momento in cui sono presenti diversi livelli di contrattazione è indispensabile garantire un effettivo coordinamento, evidenziando che a livello più alto è opportuno disciplinare una struttura generale di tutele, di consultazione lavoratori nonché materie economiche e sociali che non possono essere trattate in maniera differenziata a livello aziendale.
- aumento della contrattazione individuale, in alcuni paesi (Australia e Nuova Zelanda) si registra un aumento di azioni datoriali che tentano di frammentare la copertura sindacale promuovendo contrattazioni individuali migliorative
- pratiche elusive, es. trasformazione di contratti civili in commerciali (di servizio) specialmente nel settore trasporti o subcontratti, con una ricaduta diretta sul sistema delle tutele (America Latina e Corea). Situazione parimenti problematica è costituita dalla fattispecie delle cooperative (i cui lavoratori sono spesso privi di tutela - Colombia)
Una rapida panoramica tra continenti mostra un rafforzamento della contrattazione (USA) in Argentina, Brasile,Uruguay, sebbene il modello contrattuale sia basato sul livello di impresa e persistano problematiche legate all'alto numero di precari, incremento clausole di uscita (medesime problematiche riscontrate in Asia).Di contro alcuni continenti (Africa) continuano ad avere una struttura debole e contrattazione a livello di impresa, con gravi problemi di informal economy e sottosviluppo delle istituzioni. In Europa la differenziazione principale si verifica sull'ammissione di deroghe ai minimi (Finlandia) rispetto a Paesi che la vietano (Slovenia)
Accordi Transnazionali
Negli ultimi anni sono stati stipulati oltre 70 IFA (International framework agreements) - ne sarebbero stati censiti circa 200 -, accordi internazionali che coprono circa 6 milioni di lavoratori.
Sono accordi (non codici di condotta) siglati da imprese multinazionali e sindacati internazionali, che formalizzano la relazione delle parti (non codice di condotta), aventi ad oggetto:
- un mutuo riconoscimento
- meccanismi di risoluzione del conflitto,
- ricognizione delle norme ILO.
Limitazione:
- copertura esclusiva di imprese e non di interi settori (ad eccezione del settore marittimo).
- il loro status giuridico li rende non facilmente tutelabili in sede giurisdizionale (cosa che potrebbe succedere in caso di promozione di una convenzione non ratificata dal paese membro). Ad ogni modo è un valido strumento per diffondere i principi ILO (in alcuni casi è inoltre possibile riscontrarne una tangibilità diretta- es. accordo ICEM -marittimi- che presenta tutte le caratteristiche di un accordo collettivo disciplinando salario e condizioni di lavoro - es. maternità -).
Positività
- Primo segno della rappresentanza internazionale con imprese multinazionali, di contrasto all'atomizzazione dell'azione collettiva a livello nazionale.
- Il global job pact affronta la crisi in un ottica di azione combinata tra crescita economica e occupazionale, ponendo l'accento sull'approccio complementare e non alternativo
- Incorporando i principi ILO, gli IFA supportano le strategie dei sindacati nazionali che operano in contesti privi di norme statali (Es. nell'accodo ICEM si stabilisce che le imprese devono applicare gli standard dovunque si trovino, indipendentemente dalla legislazione)
- Azione di contrasto a risoluzione locale di problemi complessi e globali (caso OPEL, preventiva consultazione del sindacato tedesco, e non internazionale, nonostante le implicazioni ricadano su più Stati)
Le rivendicazioni sindacali rispetto alle politiche :
- Chiara relazione tra salario e PIL,
- maggior bilanciamento tra economia virtuale (che esige strategie di breve periodo) con reale (di lungo periodo). La crisi è stata creata proprio per una sproporzione del primo rispetto al secondo, negli USA nel 90 c'è stato un aumento dei profitti e una diminuzione degli investimenti (economia reale).
- rifuggire da un approccio legato all'offerta (motivo per cui i patti di stabilità devono essere valutati con attenzione, restringono eccessivamente la spesa)
- svincolarsi dall'ottica che vede i salari esclusivamente come costo del lavoro. Il salario minimo non può essere un elemento di competizione a livello di impresa
- promozione del dialogo sociale, contrattazione collettiva e statuizioni legislative (minimo salario)
- Promozione della partecipazione dei lavoratori, specie nelle sue accezioni di informazione che riveste un ruolo fondamentale in ragione soprattutto della parzialità di informazioni a livello nazionale
- "Mercato del lavoro inclusivo" (non "flessibilizzato") come da dichiarazione di Pittsburgh
Conclusioni
La contrattazione come mezzo di miglioramento delle condizioni, di promozione della giustizia sociale e riduzione delle ineguaglianze
I lavoratori atipici, l'economia informale, l'erosione delle relazioni industriali costituiscono le principali cause della contrazione della contrattazione.
Accordi internazionali. La globalizzazione economica richiede un azione sindacale internazionale. Con gli IFAs si sono creati spazi di azione collettiva, agendo in contesti dove le libertà sono violate o limitate, sollecitando e supportando la contrattazione nazionale mediante la promozione dei principi e convenzioni ILO.
I Sindacati devono organizzare, mobilitare e contrattare con formule innovative anche al fine di tutelare i nuovi lavoratori (atipici), promuovendo il ruolo della contrattazione settoriale. Necessità di allargare i temi di contrattazione sia strettamente legati al lavoro sia relativi a materie connesse come il commercio internazionale, immigrati, etc..
Si richiede all'ILO di essere un centro di eccellenza promuovendo la ratifica e l'implementazione delle convenzioni nonché politiche governative adeguate (innalzare la quota di salari nel GDP, etc), migliorando la capacità di elaborare dati (contrattazione, sindacalizzazione)
Necessità di sviluppare sinergie tra ILO, dichiarazione MNE (principi relativi alle imprese multinazionali e politiche sociali) e linee guide OECD.
La contrattazione fornisce un approccio alle relazioni industriali pragmatico ed efficiente e che prende in considerazioni sia le aspirazioni dei lavoratori sia le riduzioni economiche avvertite dai lavoratori. E' dunque un presupposto per promuovere il lavoro dignitoso e il rispetto della dignità umana e per tali ragioni deve essere perseguita e incentivata.










