Contratto Tlc, intesa unitaria e aumenti per 129 euro

CONTRATTI

 

di Ester Crea

E due. Dopo gli alimentaristi, anche i lavoratori delle Tlc incassano un'intesa unitaria per il rinnovo del contratto nazionale che riguarda aziende del calibro di Telecom,Vodafone, Wind, Fastweb, H3G. E, all'indomani della firma sull'ipotesi di accordo con l'associazione di categoria Asstel, tutte le sigle sindacali, compresa la Cgil, si dicono soddisfatte del risultato che consentira ai circa 130 mila addetti del settore di portare a casa un aumento salariale medio di 129 euro suddiviso in tre tranche: la prima a partire dal gennaio 2010 di 45 euro, la seconda da giugno 2010 di 34 euro, la terza da giugno 2011 di 50 euro, mentre il 2009 sarà coperto da una 'una tantum' di 585 euro.

Soddisfatto il segretario generale della Fistel-Cisl, Armando Giacomassi, che giudica "positivamente" l'intesa siglata presso la sede di Confindustria a Roma. "Il rinnovo del contratto - ha detto - interviene dopo 10 mesi dalla scadenza ed è coerente con l'accordo interconfederale del 15 aprile 2009 sulla riforma degli assetti contrattuali". L'intesa per il rinnovo contrattuale siglato prevede contenuti innovativi che consentiranno alle organizzazioni sindacali e alle imprese del settore di meglio governare i processi di cambiamento che stanno intervenendo nel comparto. L'estensione del campo di applicazione del ccnl delle Tlc investe finalmente anche le aziende del comparto Ict. Inoltre viene istituito un elemento di garanzia retributiva pari a 260 euro annui, per i dipendenti in forza alla data di erogazione, che risultino privi di contrattazione di secondo livello. La durata del contratto è triennale con inizio primo gennaio 2009 e scadenza al 31 dicembre 2011.
Ma ciò che più conta è che l'intesa raggiunta dai telefonici risulta coerente con tutti i punti dell'accordo interconfederale dell'aprile 2009 sulla riforma degli assetti contrattuali, con aumenti è linea con l'indicazione Isae per l'individuazione dell'Ipca per il prossimo triennio.

Complessivamente, dunque, si tratta di un risultato che fa ben sperare anche per gli altri contratti in via di rinnovo. E' quanto sottolinea il leader della Cisl Raffaele Bonanni, per il quale "la firma unitaria del contratto dei telefonici è la dimostrazione che l'accordo sul sistema contrattuale, al di là dei fumi della demagogia, sta funzionando bene, viene applicato dalle categorie e sta dando i suoi frutti". "Siamo convinti - ha aggiunto Bonanni - che tutte le categorie rinnoveranno i contratti unitariamente con le nuove regole. E' una linea di concretezza e di responsabilità quella che sta prevalendo tra i lavoratori".

Da parte sua, Giacomassi valuta positivamente anche la parte normativa con "miglioramenti significativi sul welfare", in particolare la disponibilità di Asstel a realizzare un ente bilaterale di settore per la sanità integrativa. Nel frattempo "arriverà lo stanziamento di 120 euro annui - ha puntualizzato - per ciascun lavoratore che non ha alcuna copertura sanitaria integrativa".
Altri punti significativi riguardano l'individuazione di nuovi profili professionali di area tecnica, di customer e impiegatizia, la costituzione dell'agenzia bilaterale per la formazione professionale di settore, il rafforzamento delle materie oggetto del secondo livello di contrattazione, l'istituzione della banca ore, il miglioramento nell'utilizzo del part-time e del diritto allo studio. "Tali avanzamenti contrattuali sono inseriti in un sistema di relazioni sindacali rafforzato dalla costituzione del forum nazionale di settore e dal sistema informativo verso le strutture sindacali territoriali. Ora - ha concluso Giacomassi - si attiverà il percorso informativo delle assemblee dei lavoratori per raccogliere il consenso a un rinnovo contrattuale che porta vantaggi economici e normativi importanti per tutti i lavoratori del settore".

Insomma, dopo gli alimentaristi, anche nei telefonici vince l'impostazione responsabile di chi, a partire dalla Cisl, ha sempre indicato nel nuovo sistema contrattuale, la strada giusta per una trasformazione positiva delle relazioni industriali. Con buona pace di quanti continuano ancora ad inseguire un modello di sindacato antagonista e superato dalla storia, perché incapace di assumersi le proprie responsabilità, offrendo soluzioni concrete ai bisogni dei lavoratori.

(Aggiornato il 24 ottobre 2009)

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