Bersani: "Non temo scissioni, sarà un Pd popolare"

Lo vuole popolare. Che sappia "guardare negli occhi le persone e i loro bisogni", e in particolare i "lavoratori, gli artigiani, le famiglie e i giovani". L'agenda di Pierluigi Bersani e scarna ma efficace. Il suo Pd sarà un partito popolare. Moderno e popolare. "E quindi capace certamente di usare tutte le cose nuove ma senza dimenticare il radicamento del territorio e senza dimenticare quali sono i soggetti a cui vogliamo rivolgerci: i lavoratori, le piccole imprese, le famiglie con i loro bisogni, le nuove generazioni; cioè un partito che guarda all'altezza degli occhi questa gente".

Tornare sul territorio, dunque, significa scongiurare ogni pericolo di scissione. Il tema non è all'ordine del giorno, spiega il neo segretario. "Noi siamo normali, in tutti i Paesi del mondo i partiti si confrontano al loro interno e il giorno dopo vanno avanti con solidarietà e unità". Confronto da allargare agli alleati, quando ci saranno, anche sulla scelta del candidato premier. Bersani allontana l'ipotesi che sia lui stesso a fronteggiare il centrodestra nel 2013 per il governo del Paese. "Non lo ordina il dottore. Io ho in testa un meccanismo nel quale è l'alleanza che decide candidato che può essere vincente".

E a proprosito di alleanze, si rivedono i Comunisti italiani, con il suo segretario, Oliviero Diliberto. "Bersani ha promesso agli italiani e alla sinistra italiana di tornare a un sistema di alleanze. E senza alleanze - afferma - Berlusconi governa per i prossimi 50 anni, perchè un centrosinistra non può avere una maggioranza se non con un'alleanza larga". La speranza del Pdci è che ora "dalle promesse della campagna elettorale si passi ai fatti, perchè questo Paese ha bisogno di un'opposizione seria e di una prospettiva". (cdl)

(26 ottobre 2009)

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