Confindustria: torna a crescere la produzione industriale

 

di Rodolfo Ricci

L'indagine rapida del Centro Studi Confindustria rileva a ottobre un recupero della produzione dello 0,3% su settembre, quando si era avuto un calo del 4,9% mensile (dati destagionalizzati).
La variazione di settembre è stata rivista al ribasso rispetto all'indicazione preliminare (-3,2%) in base ai consuntivi comunicati dalle imprese.
Rispetto al picco precrisi (aprile 2008) il livello di attività rimane inferiore del 21,2%, avendo recuperato appena il 6% dai minimi di marzo 2009.
La produzione media giornaliera è diminuita in ottobre dell'11,9% sull'ottobre 2008.
In settembre la flessione tendenziale era stata del 15,8% (-12,7% nella stima provvisoria, dati al netto del diverso numero di giornate lavorative).
La produzione grezza è diminuita in ottobre del 14% sui dodici mesi. In settembre si era avuto un calo del 15,3% sullo stesso mese dell'anno scorso (-12,3% nella stima preliminare).
I nuovi ordini in volume acquisiti dalle aziende industriali sono cresciuti in ottobre dello 0,1% su settembre (dati destagionalizzati), quando erano diminuiti dello 0,8% su agosto. Per i prossimi mesi, le attese di produzione rilevate dall'Isae presso le imprese manifatturiere e le indicazioni provenienti dai nuovi ordini dell'indagine Pmi segnalano una sostanziale debolezza dell'attività produttiva. La ricostituzione delle scorte, i cui livelli sono particolarmente bassi nel giudizio delle imprese, potrà dare un contributo positivo.

Isae: battuta d'arresto fiducia consumatori ottobre - Improvvisa battuta d'arresto della fiducia dei consumatori che, ad ottobre, mostrano un rinato pessimismo, soprattutto rispetto alla loro situazione economica personale, più che per la situazione economica del Paese. Lo rileva l'Isae che, ad ottobre, ha visto l'indice della fiducia dei consumatori scendere da 113,6 a 111,7 tornando sui valori dello scorso agosto. Il livello di 'fiducià, tuttavia, è ancora nettamente al di sopra della media del primo semestre dell'anno.
Il deterioramento è più sensibile, rileva in ogni caso l'Istituto, si evidenzia nel quadro economico personale, dove l'indice cala da 125,9 a 121,9, e nelle attese per la situazione futura (da 105,9 a 101,6). In misura relativamente minore diminuiscono invece gli indici relativi al quadro economico generale (da 89,6 a 87,9).

(Articolo del 27 ottobre 2009)

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