Per il premier britannico Gordon Brown la priorità del vertice europeo dei capi di Stato e di governo che inizierà domani a Bruxelles è quella di "ristrutturare le economie in modo da andare incontro alle sfide future". È quanto ha scritto in una lettera al presidente di turno dell'Unione europea, lo svedese Fredrik Reinfeldt, sottolineando come "in caso di fallimento l'Europa dovrà confrontarsi con una bassa crescita e una disoccupazione elevata per gli anni a venire".
"Abbiamo bisogno, come questione urgente, un nuovo patto europeo per il lavoro e la crescita per far fronte alle preoccupazioni chiave dei cittadini europei, agendo al contempo per riformare l'efficacia delle nostre istituzioni", scrive Brown nella missiva, aggiungendo che la prossima Commissione dovrà avere una "nuova, esplicita e urgente missione economica", basata su sei punti. Il primo è quello di mantenere gli stimoli all'economia fino a quando la ripresa sarà assicurata.
In secondo luogo occorre concentrarsi sulla creazione di lavori, dotando la forza lavoro delle abilità
di cui ha bisogno per avere successo nei lavori del futuro. "Dobbiamo stabilire un obiettivo ambizioso, seppur realistico, che è quello di creare 10 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2014, di cui 2 milioni nell'industria a bassa emissione di carbonio", scrive Brown, sottolineando come questo debba avvenire attraverso "l'uso di misure di flexicurity come dei programmi attivi per il mercato del lavoro" e "facilitando lo spostamento di lavoratori attraverso l'Europa".
Il terzo punto, per Brown, è quello di sostenere i settori che traineranno la crescita in futuro, in
particolare l'industria a bassa emissione di carbonio. Inoltre occorre "fare di più per sostenere le
imprese europee, anche rimuovendo le barriere che rimangono nel mercato unico". Un obiettivo, questo, che deve passare attraverso "l'impegno a ridurre i carichi per le imprese del 25% entro il 2012". Il quinto punto riguarda il commercio globale e la necessità di aprire i mercati mondiali, portando a buon fine i negoziati di Doha nel 2010 e, in caso contrario, stringendo accordi bilaterali. Infine, per Brown, occorre un rafforzamento del sistema bancario, mettendo fine "all'assunzione di rischio inaccettabile nei mercati finanziari".










