di Giampiero Guadagni
La controprova l'avremo sabato prossimo, quando a manifestare sarà la Cgil. Il giorno dopo sarà possibile verificare lo spazio che sarà dedicato da quei giornali-partito che lo hanno negato all'iniziativa della Cisl. Che non poteva certo essere derubricata a "consueta" e che anzi può segnare uno spartiacque politico e culturale, per la presenza insieme in piazza di immigrati e forze dell'ordine. "Un segnale di fiducia - dice a Conquiste il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione - che mette ancora più in luce le contraddizioni legislative. Il reato di clandestinità ci dice che molti immigrati non possono avere il permesso di soggiorno perché verosimilmente possono compiere attività deliquenziali. E così un milione di persone non hanno un contratto perché la legge glielo vieta".
Piuttosto, aggiunge Buttiglione, occorre applicare le direttive Ue e rafforzare la lotta al sommerso, sanzionando i datori di lavoro inadempienti. Insomma, l'Udc è al fianco della Cisl sui temi della manifestazione di sabato scorso. Quanto ai silenzi della stampa, per Buttiglione non ci sono dubbi: "Quella manifestazione non sta dentro la logica al momento vincente. Esiste un bipolarismo informativo che condiziona il bipolarismo politico: entrambi vogliono fare fuori chi non si si riconosce nei due schieramenti. E anche un sindacato autonomo come la Cisl viene escluso da questo schema di gioco".
Nel linguaggio geometrico della politica non può che essere diverso l'angolo visuale del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, Pdl. Nel suo ragionamento, Lupi sottolinea con forza la "novità importante" della manifestazione della Cisl che "toglie la cappa di ipocrisia nel rapporto tra sicurezza e solidarietà, tema trasversale che privato degli occhiali dell'ideologia consente di affrontare serenamente e severamente l'immigrazione clandestina". La Cisl ha confermato sabato la sua autonomia "e paga con il silenzio della stampa di sinistra la non omologazione alla opinione dominante nel mondo dell'informazione.
La Fnsi ha paura che al suo interno possa esserci una pluralità di voci, come quella che esiste nel mondo del lavoro". Osserva da parte sua Pier Paolo Baretta, deputato del Pd ed ex segretario generale aggiunto della Cisl: "Detto che sabato scorso c'è stata una sovrapposizione di avvenimenti, è innegabile che ci sia un disegno di contrapposizione e bipolarizzazione della società, che cancella lo spazio per iniziative che siano per e non contro, di proposta e non solo di protesta e di rottura. La notizia è quando si litiga e non quando si fanno le cose". Se questo è il parametro, e purtroppo è così, va anche fatto notare che allora la Camera sta facendo notizia. Perché a Montecitorio si sta litigando, e molto, come nel caso della legge sull'omofobia.
E si stanno facendo poche cose. Non è demagogia, se la Presidenza della Camera ha giudicato "reale" il problema posto proprio ieri dalle opposizioni in Aula sulla scarsa attività dell'Assemblea ("lavoriamo un giorno e mezzo alla settimana", lamenta Pier Ferdinando Casini). Tra i motivi sostanziali: le commissioni molto spesso non licenziano i provvedimenti nei tempi stabiliti dal regolamento. E nella recente riunione con i presidenti delle commissioni, questi ultimi hanno sostenuto che le cause di questi ritardi sono dovute al fatto che non c'è copertura finanziaria da parte del Governo. Su questo problema si terrà una riunione con i capigruppo di Montecitorio e con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito.
(14 ottobre 2009)










