di Alfonso Territo
Qualcuno lo ha definito il "processo del secolo", ma, al di là delle definizioni roboanti, si tratta sicuramente del processo più importante, a livello europeo, in merito alle vittime sul lavoro.
Stiamo parlando del processo che è iniziato questa mattina contro la multinazionale svizzera, "Eternit", produttrice delle lastre ondulate di cemento amianto. E' il numero delle vittime che evidenzia l'importanza di questo dibattimento: 2900 ed oltre 800 malati accertati legati alla produzione negli stabilimenti di Casale Monferrato (Piemonte), Bagnoli (Campania) e Rubiola (Emilia Romagna).
Nell'aula magna del Palazzo di Giustizia ed in altre aule attigue sono presenti circa 700 persone costituitesi parti civili, anche se è possibile che toccheranno circa le tremila unità, oltre ad avvocati, forze dell'ordine, e pubblico (proveniente da tutta Europa). Per contenere il maggior numero di persone sono state approntate altre sale collegate in videoconferenza con quella principale. Assenti invece i due imputati, lo svizzero Stephan Schmidaeiny ed belga Louis De Cartier, dichiarati così contumaci dalla corte. I capi d'accusa sono disastro ambientale doloso (molte delle vittime avevano l'unica colpa di vivere nel territorio vicino agli stabilimenti menzionati) ed inosservanza delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.
Presenti inoltre avvocati e giornalisti giunti da tutta Europa (in particolare da Belgio, Spagna, Francia e Svizzera)
Il pubblico ministero, Raffaele Guariniello coadiuvato da Sara Panelli e Gianfranco Colace, ha garantito la massima imparzialità e tempi relativamente rapidi (prevista la chiusura ntro il 2010 anche se alcuni stimano la durata sino al 2011)
La prima udienza è stata dedicata agli atti preliminari: il processo entrerà nel vivo il prossimo 25 gennaio.
Fuori dall'aula di giustizia erano presenti lavoratori e sindacalisti di Casale, ma anche del resto d'Italia e di parte dell'Europa.
"Questo processo è particolarmente importante perché, insieme a quello della Thyssen Krupp (stabilimento dove morirono undici lavoratori), accentra l'attenzione sul grave problema della sicurezza sul lavoro - afferma il segretario regionale, Giovanna Ventura - Il sindacato si è costituito legittimamente tra le parti civili perché le sue denunce sono rimaste inascoltate. In attesa che la giustizia faccia il suo corso - conclude Ventura - dobbiamo fare in modo che questo momento rappresenti una svolta nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori in ogni luogo di lavoro"
(10 dicembre 2009)










