Se l'amore non va in rete che amore è? Silvio Berlusconi "scopre" che su Internet si può. Si può messaggiare e ricevere messaggi, ammiccare e ricevere ammicchi, insultare e prendersi qualche "vaffa". Nel giovedì santo, il partito dell'amore sbarca sul web. Come un uovo al cioccolato che sbraca su un letto di melassa. Non che il premier si creda Santoro. E poi perchè scimmiottare gli avversari (proprio lui, il più scimmiottato d'Italia): non fa bene al super-io. Certo è che il Cavaliere si accorge tardino delle potenzialità delle rete. Poco male, assicurano i fedelissimi. Al Grande Comunicatore si sa, piace farsi attendere. Berlusconi gioca la carta del "forever young", il presidente internauta che se la canta e se la suona.
Facebook, dunque. Perchè non si sa mai che a qualcuno sia sfuggito il messaggio: tre anni per fare le riforme (giustizia e fisco), tre anni senza impicci e trappole e soprattutto la parola alla gente: "Sono convinto che quando si interviene su temi così importanti è fondamentale ascoltare i suggerimenti dei cittadini e formulare scelte in sintonia col sentire del popolo", dice Berlusconi in un messaggio registrato e inviato sul profilo facebook de il Giornale. "Useremo internet e facebook - rileva - prestando a voi la massima attenzione. Insieme faremo una grande rivoluzione liberale per rendere il nostro Paese più moderno e più libero". Che gli sia venuto in mente di fare un blog?
Pi.Ar.
(1 aprile 2010)










