La crisi economica internazionale si è accompagnata a un calo del 4,5% sulle registrazioni di brevetti a livello globale, con flessioni più accentuate in diverse economie avanzate a fronte di aumenti in controtendenza in Asia e nei paesi emergenti. Lo rileva la World Intellectual Property Organization (Wipo), agenzia delle Nazioni Unite con sede a Ginevra. In Italia le registrazioni di brevetti sono diminuite del 5,8%, in un settore su cui si piazza 11esima a livello globale sul 2009, con 2.718 registrazioni.
Più netti i cali degli Stati Uniti, meno 11,4% anche se con 45.790 brevetti mantiene di gran lunga il primo posto nella graduatoria, e della Germania, terza con un -11,2% a 16.736 brevetti. I dati raccolti sul 2009, con 155.900 registrazioni di brevetti a livello globale contro le 164 mila del
2008 - segnano un calo generale meno accentuato di quanto lasciassero prevedere le stime iniziali, rileva il direttore del Wipo, Francis Gurry con un comunicato. E in generale in molti dei giganti economici dell'Asia questa voce ha continuato a crescere, come in Giappone, al secondo posto nella graduatoria mondiale con 29.827 brevetti, +3,6% dal 2008.
La Corea del Sud è quarta con un più 2,1%, e la Cina si attesta al quinto posto con un galoppante +29,7% a 7.946 brevetti. Tra le multinazionali globali, in vetta è tornata la giapponese Panasonic, aggiunge la Wipo, con 1.891 brevetti lo scorso anno, seguita dalla cinese Huawei Technologies (1.847) e dalla tedesca Robert Bosch (1.586 brevetti). Tra le prime 100 società mondiali elencati dall'ente ginevrino sul numero di brevetti registrati nel 2009 non figura nessun gruppo italiano. (Apcom)














