Il piano casa rischia di trasformarsi "nell'ennesimo bluff politico che, gattopardescamente, lascerà immobile l'economia siciliana". Sul banco degli imputati, secondo la Cisl intervenuta stamani con una dura presa di posizione, l'articolo sei del disegno di legge regionale, "neppure sfiorato dalla pletora di emendamenti fioccati in questi giorni, da ogni parte".
L'articolo al centro della denuncia della Cisl, subordina il via ai lavori, anche nel caso di meri
ampliamenti, al rilascio della concessione edilizia. Diversamente, nota il sindacato, da quanto fatto in tutte le altre regioni che il piano casa ce l'hanno già: "dal Lazio alla Lombardia alla Toscana all'Abruzzo, all'Umbria e alla Basilicata, per citarne alcune".
Qui, scrive la Cisl, la soluzione scelta per l'ok ai lavori, "mettendo assieme rispetto del territorio e
celerità dell'intervento", è stata la cosiddetta Dia, la dichiarazione di inizio attività, che affida al
direttore tecnico la responsabilità iniziale; consente al privato di partire con l'investimento. E
lascia al comune l'esercizio dei controlli. Per contro, rileva la Cisl, "la strada del rilascio della concessione edilizia, imboccata dal ddl e non rimessa in discussione da alcuno in questi giorni, innesca una procedura complessa e burocratica che abbisogna di anni per l'espletamento". Insomma, sorge il sospetto, sostiene la Cisl, che si voglia solo montare una "manovra clientelare ed elettorale".















