"Il dibattito politico sulla rinascita del nucleare in Italia sta, purtroppo, assumendo i tratti dello scontro ideologico, gestito a meri fini elettorali, nell'imminenza delle prossime elezioni regionali". Lo dichiara in una nota Gianni Baratta, segretario confederale della Cisl. "Tutto questo- continua Baratta- non aiuta il Paese a dare risposte in termini industriali ed economici a problemi quali il costo dell'energia, la sostenibilità ambientale, l' inadeguatezza del mix energetico italiano, l'eccessiva dipendenza dalle importazioni di materie prime ed elettricità, prodotta all'estero da centrali nucleari, del nostro sistema produttivo. In questa prospettiva, il nucleare sarebbe una scelta quasi obbligata per gestire ed accompagnare, nel medio periodo, la transizione da un sistema elettro-energetico dipendente dagli idrocarburi ad uno eco-compatibile, fondato sulle fonti rinnovabili, sull'idrogeno, sul carbone pulito ed anche sul nucleare sicuro".
"La Cisl - sottolinea Baratta- in tempi non sospetti, di concerto con le federazioni interessate, ha sempre rivendicato, nei confronti dei governi di centro destra e di centro sinistra, una politica energetica-ambientale basata sul coinvolgimento preventivo (in particolare per infrastrutture elettro energetiche ad alto impatto, a partire da quelle nucleari), attraverso un tavolo di programmazione strategica e di coordinamento delle problematiche energetiche: una cabina di regia/osservatorio per l'energia costituita presso la Presidenza del consiglio dei ministri, con la partecipazione dei ministeri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente, delle Regioni e delle parti sociali e produttive". "Ciò avrebbe evitato - conclude Baratta - come sempre accade nel nostro Paese, il prevalere di interessi di parte e sterili contrapposizioni ideologiche, che penalizzano imprese e cittadini".
(10 febbraio 2010)










