"Le coraggiose dichiarazioni di ieri del Presidente dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas, Alessandro Ortis, si inseriscono nel diffuso dibattito sul ruolo delle fonti di energia rinnovabili a supporto del sistema elettrico nazionale, richiamando alla realtà il Paese, le imprese, le istituzioni, la politica: senza un adeguato sviluppo delle reti, infatti, non si va da nessuna parte", sostiene il Segretario Generale della Flaei-Cisl Carlo De Masi.
"Come Flaei, denunciamo da tempo la inadeguatezza delle Reti elettriche italiane, sostenendo l'esigenza di garantirne il necessario tasso di sostituzione (almeno il 3% annuo), sacrificato oggi in nome di una politica gestionale delle Imprese orientata agli aspetti finanziari piuttosto che agli investimenti, per ridurre le congestioni, rimuovere gli ostacoli tecnici per la connessione degli impianti di energie rinnovabili (con conseguente impulso e potenziamento del sistema di generazione distribuita) e realizzare le Reti interattive (c.d. smart grids). Occorre inoltre semplificare le procedure autorizzative, incentivando e finanziando ricerca e innovazione", prosegue De Masi.
"Resta da definire chi fa cosa. La Flaei, nell'immediato, rivendica dalle imprese (titolari di concessioni pubbliche per l'esercizio di un servizio di interesse generale) investimenti indifferibili sulle reti, finalizzati a migliorare la qualità del servizio, in particolare al Sud, nonché a sostegno dell'occupazione e dell'economia, e da politica e istituzioni scelte chiare e concrete per un assetto stabile e garantito del Sistema elettrico nazionale. In tal senso, la Flaei propone, in prospettiva, la riunificazione delle reti elettriche in una società indipendente e a controllo pubblico", conclude De Masi.
(10 febbraio 2010)










