Dopo una lunga trattativa all'Aran che si è protratta per mesi e si è conclusa questa notte, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl hanno deciso di non firmare il contratto nazionale 2008-2009 biennio contrattuale e code contrattuali degli oltre 21 mila dirigenti non medici del ruolo sanitario professionale tecnico e amministrativo - Area III.
In questi mesi, dichiarano Fabrizio Fratini della Fp Cgil, Daniela Volpato della Cisl Fp e Giovanni Torluccio della Uil Fpl "abbiamo lavorato per definire il rinnovo contrattuale delle aree dirigenziali, come avvenuto in luglio dell'anno scorso per il personale del comparto sanità ed autonomie locali, oltre un milione di lavoratori. I risultati raggiunti grazie al lavoro di contrattazione e di confronto al tavolo con l'Aran hanno permesso di raggiungere risultati importanti quali:
- L'aumento contrattuale del 3,2% per il biennio economico, come per gli altri comparti contrattuali, pari a oltre 152 euro mensili procapite, con una equa distribuzione delle risorse tra i diversi e specifici ruoli: sanitario, tecnico-professionale e amministrativo;
- il riconoscimento, come per il personale del comparto, delle risorse regionali aggiuntive dello 0,80%, pari a 38 euro medi mensili pro capite, da destinare a seguito della contrattazione regionale a specifici obiettivi nelle regioni non sottoposte a vincoli finanziari;
- la possibilità di prevedere a livello regionale un aumento del valore della partecipazione delle aziende per la mensa o per le modalità sostitutive (ticket restaurant), risultato raggiunto in analogia a quanto definito per il personale del comparto;
- l'aggiornamento e la valorizzazione di alcuni istituti normativi, a partire dal sistema disciplinare adeguato alle nuove normative, nel quale abbiamo, con determinazione, richiesto la previsione della reintegra in caso di licenziamento illegittimo come già definito nei contratti delle altre aree dirigenziali;
- la valorizzazione delle tutele relative alla copertura assicurativa finalizzata al miglioramento dei sistemi di gestione del risk management da parte delle singole regioni e strutture sanitarie;
- l'adeguamento delle materie oggetto di coordinamento e relativo confronto sindacale a livello regionale, comprese le problematiche connesse al lavoro flessibile e precario e il rafforzamento della contrattazione integrativa".
"Le nostre organizzazioni sindacali però - sottolineano i segretari nazionali di Cgil Fp Cisl Fp Uil Fpl - malgrado l'acquisizione di questi importanti risultati, hanno deciso di non sottoscrive il contratto di lavoro non ritenendo accettabili le previsioni in materia di libera professione e in particolare rispetto all'indennità di esclusività dei dirigenti del ruolo sanitario".
Per i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl infatti "il contratto fa una scelta di campo completamente diversa da quella portata avanti negli ultimi anni e condivisa dalle nostre organizzazioni sindacali. Cioè prevede l'inserimento di questa indennità, qualificata dalla legge istitutiva quale elemento distinto della retribuzione, all'interno del monte salari complessivo della retribuzioni, su cui si calcola il rinnovo contrattuale". I sindacati non possono condividere tale scelta per ragioni generali e di merito del sistema normativo e contrattuale del servizio sanitario nazionale e in particolare:
- o perché in questo modo si snatura il ruolo dell'indennità di esclusività e si annullano le ragioni della sua previsione. L' obiettivo era infatti rendere qualificante il sistema di libera scelta di opzione del medico e del dirigente sanitario, attraverso un meccanismo di premio individuale in caso di scelta di rapporto esclusivo con il servizio sanitario nazionale e viceversa di disincentivo, con il mancato riconoscimento dell' indennità, nel caso in cui si decidesse di operare anche in ambito esterno o in intromoenia allargata;
- o perché includendo l'indennità nel monte salari, si determinano ulteriori e inaccettabili sperequazioni economiche tra i dirigenti di ruolo sanitario e quelli di ruolo professionale, tecnico e amministrativo della stessa area, così come rispetto al personale degli altri comparti contrattuali. Tale scelta non risponde alle necessità del sistema sanitario nazionale, laddove è invece necessario assicurare l'unicità della "strumentazione contrattuale". Condizione che permette di valorizzare l'elevato livello delle professionalità della dirigenza e del comparto, la maggiore responsabilità ed autonomia professionale raggiunta da tutti i professionisti sanitari, ma soprattutto l'elevato livello di integrazione professionale espressa nelle strutture sanitarie nel lavoro di equipe fra medici, professionisti ed operatori sanitari.
Insomma, concludono Fratini, Volpato e Torluccio "oggi non possiamo condividere una scelta negoziale che non offra risposte a interrogativi che riguardano il sistema complessivo di regole nell'ambito del servizio sanitario nazionale. Risposte che invece vogliamo trovare attraverso il confronto, in particolare con le Regioni". A questo proposito va ricordato che la richiesta di confronto è già stata inviata il mese scorso a firma dei segretari generali di Fp Cgil Carlo Podda, Cisl Fp Giovanni Faverin e Uil Fpl Giovanni Torluccio, che hanno rimarcato con forza la necessità, non rinviabile, di aprire un dibattito "vero" sulle nuove regole del sistema professionale e delle responsabilità della sanità, in modo integrato fra le diverse figure professionali, dal medico all'operatore, e conseguentemente sui contenuti contrattuali.
In questo ambito e in questa prospettiva, concludono Fratini, Volpato e Torluccio, "le nostre federazioni valuteranno complessivamente i contenuti del contratto, anche alla luce delle scelte che auspichiamo le regioni siano pronte e disponibili ad affondare nei prossimi mesi. Ciò nell'interesse di un servizio sanitario nazionale in cui i lavoratori rappresentano la leva delle scelte e dei cambiamenti in corso rispetto ai nuovi bisogni dei cittadini".
(10 febbraio 2010)










