Un'azione coraggiosa per uscire dalla crisi. Altrimenti si paleserà un decennio di bassa crescita e di crescenti tensioni sociali. Lo dice la Commissione europea nel documento di lavoro preparato per il vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell'11 febbraio. L'Europa vive "la più grave crisi della nostra generazione", scrive l'agenzia Ansa, citando il documento di cui è in possesso.
"Solo intraprendendo un'azione coraggiosa potremo realizzare i nostro ambiziosi obiettivi ed evitare la trappola di un decennio di crescita economica apatica e di alta disoccupazione, che ridurrebbe inevitabilmente il nostro standard di vita, creerebbe enormi tensioni sui nostri sistemi sociali e diminuirebbe il ruolo dell'Europa nel mondo".
Bruxelles osserva che "la crisi ha drammaticamente cambiato le prospettive complessive dell'Europa, col Pil crollato del 4% nel 2009 e la produzione industriale del 15%, tornando ai livelli del 1990". Dal 2008 a oggi sono 4,5 milioni in più le persone senza lavoro, con un tasso di disoccupazione al 10%. Risultato, 23 milioni di disoccupati, livello più alto dagli anni anni '90.
Sul fronte dei conti pubblici, spiega la Commissione, "è essenziale che gli Stati membri attuino programmi di risanamento ambiziosi, che nella maggior parte dei casi partiranno nel 2011 ma che dovranno durare parecchi anni", con sforzi che dovranno essere "ben al di sopra di quelli richiesti negli anni '90 per preparare l'adesione all'area dell'euro"
La proposta dell'Ue prevede l'aumento della spesa in ricerca e innovazione; l'ammodernamento del mercato del lavoro e dei sistemi di welfare; più investimenti per lo sviluppo di un'industria competitiva e sostenibile. Obiettivi che dovranno tenere conto "dei diversi punti di partenza" dei vari Stati della Ue.
La Commissione europea sottolinea infine come nei prossimi anni "le risorse saranno scarse". Fondamentale dunque il consolidamento delle finanze pubbliche, per tornare a reperire denaro da investire negli obiettivi della strategia 2020. "Il livello della tassazione - si legge nel documento - è già molto elevato e ulteriori aumenti generalizzati delle tasse potrebbero inibire gli investimenti e peggiorare la disoccupazione. Serve dunque un forte coordinamento per prevenire inevitabili aumenti di tasse". (cdl)
(9 febbraio 2010)










