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Riforme bipartisan, segnali d'avvicinamento (a mezzo stampa) su giustizia e fisco

POLITICA

 

Mentre Di Pietro ci mette il carico ("governo pidusita, fascista e paramafioso!"), gli anziani del sinedrio camminano lentamente verso una stretta di mano. Qualche segnale di disponibilità bipartisan si avverte su alcuni questioni che potrebbero risultare dirimenti. Il tentativo di riabilitazione di Bettino Craxi potrebbe infatti sfociare almeno in una comunanza d'intenti sul tema dell'immunità.

La proposta di Nicola Mancino, vice presidente del Csm, incontra i favori dei colonnelli del centrodestra. Mancino apre infatti alla possibilità di modificare l'immunità per i parlamentari, ma la proposta deve arrivare dal Parlamento e non dal governo ("per non irrigidire il confronto"). Per respingere la richiesta di autorizzazione, il lodo Mancino prevede "una maggioranza qualificata tra il 60 e il 65%. Il vicepresidente del Csm, è favorevole a ritoccare l'articolo 68 della Costituzione sull'immunità parlamentare, ma solo se non si torna "all'impunità acritica".

"Non discuto la buona fede di Mancino - commenta Di Pietro - ma io dissento, perchè so per esperienza che una volta data l'immunità questa si configura in impunità. Nelle materie giudiziarie non esiste centrodestra o centrosinistra, ma il partito della coperta e quello della scoperta".

A stretto giro di posta le replica di Mancino, che precisa di non aver proposto l'impunità per i parlamentari: "Chi ha firmato l'abolizione di uno statuto che era diventato impunità non può tornare
indietro, non si può tornare all'abuso del diniego all'autorizzazione a procedere. Nella mia proposta ci sono parecchi paletti".

C'è poi il via libera di Luciano Violante, che definisce "accettabile", lo schema disegnato
dal presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, che parla di un'immunità parlamentare subordinato a una nuova legge elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari e la creazione del Senato federale.

Il Pd, spiega il suo responsabile per le riforme dello Stato, vede dunque la possibilità di un percorso condiviso da "completare entro agosto 2011" e apprezza i limiti che la Buongiorno ha posto alla nuova nuova immunità: dovrà valere un solo mandato, non potrà coprire i reati commessi prima dell'incarico e potrà essere concessa solo a maggioranza qualificata. Con questi paletti, sostiene il centrosinistra riformista, questo tipo di immunità si potrebbe applicare anche a premier e ministri.

C'è poi l'iniziativa di Sergio Chiamparino sull'autonomia fiscale dei Comuni a far sorridere la Lega. Il sindaco di Torino ounta a reintrodurre una forma di tassazione interamente gestita da Comuni che semplifichi e riaccorpi tutte le tassazioni sui servizi. "L'unico modo per farlo però - spiega - è prendere come riferimento gli immobili, così' come avviene in tutti i Comuni d'Europa". L'autonomia finanziaria dei Comuni, ricorda il "Chiampa", è stata messa "a dura prova con l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Dal 2004 il comparto dei Comuni ha ridotto costantemente i disavanzi, a fronte di un aumento generalizzato nel comparto delle pubbliche amministrazioni".

Da un lato dunque, osserva, "ci è stata tolta qualsiasi opportunità di avere autonomia fiscale, e dall'altro siamo stati gli unici a contribuire al risanamento della finanza pubblica". Chiamparino si dice favorevole al federalismo demaniale, "purché però non si tratti di un'alternativa all'autonomia fiscale, che deve comunque essere ripristinata con le leggi delega". "Non posso che essere d'accordo con quello che dice Chiamparino", risponde il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, "anche perché questa proposta, lo ricordo, l'ho già fatta io, più di un anno fa, con l`unica differenza che io l`ho chiamata service tax". (cdl)

(8 febbraio 2010)

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