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L'INDOTTO di Fiat trema anche in Germania

EUROPA

 

di Raffaella Vitulano

In occasione dello sciopero Fiat, una delegazione di 150 lavoratori della Automotive Lighting di Reutlingen sono giunti dalla Germania per partecipare alla manifestazione davanti ai cancelli della Magneti Marelli di Corbetta. Lo stabilimento di reutlingen, minacciato da una ristrutturazione che comporterebbe 130 esuberi, è sceso in sciopero. L'incontro tra Ig Metall e Fim, Fiom e Uilm è stata ocacsione per iniziare ad impostare un coordinamento sindacale tra stabilimenti tedeschi ed italiani del gruppo Magneti Marelli.
L'integrazione del mercato europo - si legge in una nota congiunta dei sindaacti italiano e tedesco - rende sempre più evidente la necessità di unificare le lotte a livello continentale. "Lavoriamo per iniziative di difesa dei posti di lavoro, di rivendicazione e di lotta anche nel gruppo Magneti Marelli".


Lo sciopero in Automotive Lighting Reutlingen (Alrt) ha visto una partecipazione oltre il previsto dei lavoratori. Le linee di montaggio sono state completamente paralizzate e l'Ig Metall ha ricevuto lettere di solidarietà a livello europeo, dal sindacato ceco OS KOVO e da due dei sindacati dei lavoratori metalmeccanici italiani Fiom e Fim, in cui sindacati italiani s'impegnavano a fare di tutto per evitare che le attività trasferite per lo sciopero siano realizzate nello stabilimento di Venaria. I primi colloqui con il responsabile italiano Ermano Ferrari nella sera del 27 gennaio non hanno mostrato grande successo. Ferrari ha detto che non ci sarà alcuna possibilità di continuare con la produzione di componenti in plastica in Germania, ma forse ci potrebbe essere la possibilità di mantenere 50 posti di lavoro (solo a breve termine) dei 130 posti di lavoro minacciati. Ig Metall e il comitato d'impresa lottano per una soluzione per tutti i 130 dipendenti interessati. Una soluzione che offra una prospettiva per i lavoratori. I negoziati con la direzione stanno continuando. Ig Metall sta preparando il proprio piano economico per l'impianto di Reutlingen.
Il negoziato tra la direzione locale e la Ig Metall su una moratoria del processo di delocalizzazione è poi fallito. L'obiettivo era di interrompere lo sciopero annunciato per questa settimana in cambio della garanzia da parte dell'Azienda di sospendere - durante la trattativa - tutti i preparativi per il trasferimento delle produzioni. In questo modo i negoziati avrebbero potuto continuare in un clima migliore. La parte datoriale non è stata d'accordo a fissare una penale contrattuale nel caso di una violazione delle garanzie concordate con la moratoria. I lavoratori di ALRT hanno perso la loro fiducia riguardo a management in base alle esperienze avute con la direzione aziendale negli ultimi anni. Così la IG Metall continuerà lo sciopero come programmato. Ecco perchè lo scorso  3 febbraio un gruppo di lavoratori (circa 150 persone) di ALRT è partito alla volta di Corbetta, in provincia di Milano, per partecipare, insieme ai loro colleghi italiani di Magneti Marelli, alla manifestazione contro la cancellazione di posti di lavoro nel Gruppo Fiat (in occasione dello sciopero nazionale indetto da Fim-Fiom-Uilm e Fismic in Italia). Una delegazione della IG Metall Reutlingen aveva incontrato la sera prima i responsabili dei sindacati italiani (erano presenti i segretari della Fim-Cisl Lombardia e di Magenta-Legnano e i segretari territoriali di Fiom-Cgil) per discutere e coordinare le azioni comuni, e per contrastare l'intenzione del management di delocalizzare le attività produttive interessate allo sciopero.


La fondazione dell'azienda risale al 1919, col nome di F.I.M.M. - Fabbrica Italiana Magneti Marelli, frutto di una joint-venture tra la Fiat (del cui gruppo ancora oggi fa parte) e della Ercole Marelli con il primo stabilimento localizzato a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano.
Dopo un inizio dedicato alla componentistica per auto le attività si ampliarono presto sia in campo internazionale con l'apertura di sedi a Parigi, Londra e Bruxelles, sia nel diversificare la produzione agli impianti di illuminazione e di avviso sonoro per veicoli, sia nel campo della costruzione di apparecchi radio e tv con la creazione della RadioMarelli e della Fivre (Fabbrica Italiana Valvole Radio Elettriche).
La seconda guerra mondiale con i bombardamenti ai più importanti stabilimenti dell'azienda creò un evidente periodo di crisi dalla quale la Magneti Marelli uscì abbastanza rapidamente e dal 1967 entrò a far parte integralmente dell'universo Fiat che acquistò le quote in possesso della Ercole Marelli.


Nella continua politica di espansione il gruppo Magneti Marelli ha assorbito molte aziende come la Automotive Lighting, la Carello, la Solex, la Weber e la Ergom automotive.
A Bari, intanto, la Magneti Marelli prosegue nelle sue innovazioni. La Bridgestone (ex Firestone, leader dei pneumatici) aveva fatto scuola: contratti del week end per incrementare l'occupazione e allo stesso tem­po fare fronte alle esigenze di continuità produttiva. Ora l'evoluzione, sempre nella zona industriale di Bari, viene sfornata dalla Magneti Marelli che ha lanciato i pacchetti week end "ampliati": ovvero cinquantaquattro dipendenti, per quattro mesi, effettueranno una sperimentazione su due turni di lavoro con festività inclusa (venerdì - domenica; sabato - lunedì). La necessità di individuare forme flessibili di inserimento al lavoro deriva dal fatto che il gruppo controllato dalla Fiat ha la necessità di produrre con regolarità il sistema gdi per la Volkswagen. L'accordo - firmato 17 dicembre scorso dal management societario con Uilm-Uil, Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Fismic - rappresenta un tassello di una politica più ampia di difesa dell'occupazione. L'azienda, infatti, ha fornito i dati sugli investimenti in cantiere. Nel 2008 sono stati spesi 10 milioni e nel 2009 13, mentre per il prossimo anno in bilancio ne sono stati preventivati 12. Magneti Marelli occupa 750 dipendenti e nell'intesa di dicembre sono state affrontate anche le questioni degli straordinari e dei contratti a tempo determinato in scadenza. Settanta unità, fi­no al 2 maggio, avranno l'opportunità di effettuare orario extra, mentre 80 dipendenti avranno un rinnovo fino ad agosto prossimo.

(5 febbraio 2010)

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