"La vostra solidarietà sarà ricordata nella storia della lotta del popolo iraniano per la libertà". E' il messaggio inviato da Farshad Hosseini del Comitato internazionale contro la pena di morte a Cisl, Cgil e Uil che hanno manifestato davanti la sede dell'ambasciata iraniana a Roma. I sindacati protestano per la decisione del governo iraniano di eseguire altre nove condanne a morte di dissidenti che hanno preso parte alle manifestazioni di protesta dopo le contestate elezioni presidenziali del 12 giugno 2009.
"La vostra solidarietà e la vostra protesta contro il regime islamico di carnefici ha letteralmente esaltato noi e tutto popolo iraniano", scrive Hosseini. Che considera la battaglia di Cisl, Cgil e Uil "un modello e un simbolo per tutti i lavoratori in diverse parti del mondo", un'iniziativa importante a difesa "della vita del popolo iraniano, e del rispetto e dei diritti fondamentali dei lavoratori iraniani e di quelli che si oppongono alla Repubblica islamica". La protesta dei sindacati, osserva Hosseini, fa da eco alla lotta del popolo iraniano, "caduto nel sangue per le strade di Teheran".
"Voi, cari amici, siete dalla parte delle famiglie iraniane e le persone che stanno passando il loro quinto giorno di protesta di fronte alla prigione di Evin (una delle prigioni più spaventose dell'Iran in Medio Oriente). Di fronte ai muri alti e spessi del carcere - si legge nel messaggio - la gente intona canti per la liberazione dei prigionieri politici e per fermare le esecuzioni. Voi siete l'eco del nostro canti nella capitale d'Italia. La vostra solidarietà verrà registrato nella storia delle lotte popolo iraniano per la libertà".
"I vostri nomi verranno ricordati tra quelli di coloro che abbatteranno la Bastiglia della Repubblica islamica dell'Iran, che fermeranno la macchina delle esecuzioni e del terrorismo islamico esportazione dal governo iraniano. Le giovani generazioni - continua il messaggio - vi saluteranno come coloro che avranno contribuito a rovesciare il governo fascista della Repubblica islamica, che è governo di tortura e di esecuzione"
Un governo che nega i più elementari diritti politici e sindacali, osserva Hosseini, che con la tortura e la morte "nega il salario ai lavoratori", "colpisce i sindacati, negando loro il diritto di rappresentanza e di associazione", e togliendo a settanta milioni di persone la possibilità di godere dei loro diritti. "Ma oggi è in corso una rivoluzione nella società iraniana, determinata a rovesciare per sempre questo sistema terrificante", continua il messaggio inviato ai sindacati italiani. "C'è un futuro fosco per la Repubblica islamica. Questo governo ne è consapevole, e per questo sta cercando di riaffermare il proprio potere continuando ogni giorno a perpretrare torture e delitti".
"Se tutte le organizzazioni sindacali del mondo si uniscono, se i lavoratori di tutto il mondo lo vogliono, il più selvaggio governo dell'Iran può essere rovesciato. Se i sindacati dei lavoratori si uniscono con il popolo iraniano, e tutti fanno un'azione di solidarietà internazionale, il popolo iraniano sarà rovesciare rapidamente il governo islamico e il mondo sarà liberato da questo luogo sporco. Cercheremo con tutte le nostre forze di abbattere questo sistema e rendere Teheran la capitale-simbolo per i diritto del lavoro e dei lavoratori di tutto il mondo. Lunga vita alla solidarietà internazionale con il popolo iraniano. Lunga vita ai sindacati italiani!".
Pi.Ar.
(5 gennaio 2010)










