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BONANNI: "Una situazione drammatica"

 

di Rossella Rossini 

Azadi, libertà, Edam na, no alla pena di morte. Con questi e altri slogan per i diritti politici, umani e sindacali e la liberazione dei dissidenti arrestati si è svolto davanti alla sede dell'ambasciata della Repubblica islamica iraniana il presidio organizzato a Roma da Cgil, Cisl e Uil per fermare le esecuzioni in Iran. Alla manifestazione hanno partecipato alcune centinaia di militanti sindacali, attivisti per la pace e per i diritti umani e numerosi dirigenti delle confederazioni e di categorie, con una folta presenza della Cisl, che hanno depositato le firme contro la pena di morte. Saranno consegnate, unitamente al documento sottoscritto dai sindacati confederali, alla rappresentanza in Italia del governo di Ahmadinejad e al governo italiano. "Il fatto che per due volte in sette mesi siamo qui vuol dire che la situazione in Iran è davvero drammatica - ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, prendendo la parola a nome di Cgil, Cisl, Uil - non ci sono libertà sindacali, sono stati condannati molti sindacalisti, imprigionati e perseguitati, chiunque reclami diritti civili e democratici è sbattuto in galera, ci sono state proteste represse con condanne anche morte. Siamo vicini ai lavoratori e ai cittadini iraniani colpiti così duramente da una repressione la cui entità non si conosce fino in fondo, se non per le notizie più clamorose". In tutto il mondo si levi la protesta contro un regime liberticida sostenuto da altri regimi liberticidi - ha auspicato Bonanni, reclamando la vigilanza della comunità internazionale. "Regimi che in dispregio di tutte le convenzioni internazionali vanno avanti sull'energia nucleare e armi devastanti vanno fermati", ha detto il leader della Cisl, che al governo italiano chiede con Cgil e Uil non solo di stigmatizzare i comportamenti del regime, ma far conseguire sanzioni: ci sono aziende - ha ricordato - che all'Iran danno tecnologie sofisticate e tecnologie riconducibili alle armi di offesa, consentendo al regime di tenere sotto il tallone i cittadini iraniani, incutere timore nello scacchiere, raccogliere proseliti in un'area per adesso ostile, ma che può cambiare se la comunità internazionale non fa sentire la sua voce e il suo potere. Lo stesso vale per tutti i paesi europei, che "devono tagliare radici commerciali ed economiche con quel regime e l' Onu e tutti gli organismi internazionali devono muoversi nella stessa direzione". Bonanni ha concluso invocando libertà per il popolo iraniano e una condanna ferma nei confronti di uno dei regimi liberticidi più potenti e devastanti del globo.

Il documento di Cgil, Cisl e Uil, letto al microfono durante il presidio da Luigi Cal, responsabile del Dipartimento Internazionale della Cisl, si apre denunciando la decisione del governo iraniano di eseguire altre nove condanne a morte di dissidenti che hanno preso parte alle manifestazioni di protesta dopo le contestate elezioni presidenziali del 12 giugno 2009, seguite alla impiccagione, il 28 gennaio scorso, di due giovani dissidenti: un avvertimento per tutti coloro che intendono scendere in piazza per la libertà e la democrazia, anche in occasione dell'11 febbraio, anniversario della rivoluzione iraniana. Condanna le violazioni dei diritti politici e sindacali, la discriminazione nei confronti delle donne, le minoranze religiose ed etniche. Chiede il rispetto dei trattati internazionali in materia di energia nucleare. Chiede al governo italiano, Unione europea e Consiglio di sicurezza delll'Onu adeguate sanzioni politiche, economiche e commerciali nei confronti del regime di Ahmadinejad.

 

(5 febbraio 2010)

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