Telecom e Governo prendono tempo. E a fare pressing per ottenere chiarezza sulle intenzioni del gruppo italiano di tlc restano solo i sindacati. Stasera, al termine, dell'incontro tra il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e l'amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, da via Veneto è stato diramato solo uno scarno comunicato a firma del ministro: "Il dottor Bernabè mi ha illustrato l`andamento del gruppo, con particolare riguardo agli investimenti per il potenziamento della rete. Ho fatto presente che la rete è un asset strategico per lo sviluppo del paese e vanno assicurati nel tempo gli interventi necessari per garantire a tutti i cittadini l`accesso alla banda larga, superando il digital divide. Va poi avviata la transizione verso la fibra ottica che nei prossimi dieci anni dovrebbe collegare almeno 20 milioni di cittadini e imprese". In mattinata il premier Silvio Berlusconi, interpellato sulla possibilità di una integrazione tra la società italiana e l'azionista spagnolo Telefonica aveva detto che nessun progetto era ancora arrivato sul tavolo del Governo, aggiungendo però un commento significativo: "Ricordo che siamo un governo liberale e crediamo che sia giusto così in un'economia di libero mercato". In realtà il governo un potere di intervento ce l'ha eccome. Si chiama golden share e consente all'Esecutivo di intervenire nei confronti delle decisioni strategiche di Telecom, una volta che queste siano state assunte dalla società. E' quanto ha spiegato oggi nell'Aula della Camera il sottosegretario all'Economia Luigi Casero. "Anche se esiste un intendimento della Ue di contrasto - ha aggiunto - lo statuto di Telecom contiene questo potere". Perciò, "qualora dovessero verificarsi i presupposti per l'effettiva realizzazione della fusione, dopo le rispettive decisioni delle società coinvolte, a quel punto - ha aggiunto il sottosegretario - il ministero dell'Economia potrà eventualmente attivare i poteri speciali previsti dalla legge e dallo stesso statuto di Telecom".
E.C.
(4 febbraio 2010)










