di Francesco Gagliardi
Accordo tra Regione Lombardia e sindacati confederali per sostenere le famiglie. Il risultato, che il segretario generale della Cisl lombarda Gigi Petteni definisce "molto positivo", è un bonus di 1.300 euro annui destinato alle famiglie che abbiano un anziano o un disabile ricoverato in una struttura residenziale e un membro in cassa integrazione o in mobilità, e a quelle di lavoratori con almeno un figlio minore a carico con un reddito inferiore ai 22 mila euro. Quello firmato ieri da Regione e Cgil Cisl e Uil è il nono accordo sul welfare in un anno e mezzo che si va ad aggiungere a quelli già operativi sugli ammortizzatori sociali, sull'integrazione al reddito per i cassintegrati e l'ultimo del 3 novembre sulla non autosufficienza per la quale sono stati stanziati 50 milioni di euro.
La cifra messa a disposizione dalla Regione per il Bonus Famiglia è di 15 milioni di euro, con l'impegno di Formigoni ad aumentarla nel caso si verificasse che le famiglie in difficoltà siano di più rispetto alla cifra attualmente stimata (13-14mila famiglie). Il criterio che ha guidato questi accordi, spiega il leader della Cisl lombarda, tra i principali artefici di queste intese, e stato quello di intervenire da un lato, sul lavoro e sulla crisi, attraverso la gestione degli ammortizzatori sociali, e dall'altro sostenere la famiglia, il vero ammortizzatore sociale che affronta i problemi, e che va potenziato con interventi concreti. "Non basta una pacca sulla spalla e dire che la coesione sociale tiene grazie alla famiglia. Le famiglie - dice Petteni - sono importanti, lo riconosciamo, perciò vanno sostenute con interventi concreti".
Il lavoro preparazione e progettazione che ha portato a questo risultato, tiene a sottolineare Petteni, è stato fatto di comune accordo e in stretta sinergia con i Pensionati Cisl della regione. Ma soprattutto, fa notare Petteni, questi sono i risultati che porta a casa un sindacato che fa accordi. Le domande per ottenere il bonus potranno essere presentate dal 15 febbraio al 5 marzo negli uffici delle Asl. E a differenza del bonus proposto lo scorso anno dalla Regione Lombardia, dedicato alle famiglie numerose con un reddito basso che però discriminava gli immigrati (e per tale ragione era stato bocciato dal Tar su ricorso di Cgil e Cisl lombarde), quello varato ieri è destinato a tutti i residenti nella regione.
(3 febbraio 2010, ore 18.40)










