Le richieste di cassa integrazione a gennaio 2010 sono diminuite del 17% rispetto a dicembre mentre sono aumentate del 186,6% rispetto a gennaio 2009 quando la crisi cominciava a manifestare i suoi effetti sul sistema produttivo. Lo segnala l'Inps precisando che si tratta di 84,5 milioni di ore autorizzate contro i 101,8 milioni autorizzate a dicembre 2009.
Scende rispetto al mese precedente soprattutto la cassa integrazione ordinaria (quella prevista per affrontare situazioni temporanee di mercato) con un -20,78% (39,5 milioni di ore a gennaio contro i 49,9 chiesti di dicembre) mentre la straordinaria scende del 14,83% (25,1 milioni di ore contro i 29,5 di dicembre). Diminuisce rispetto a dicembre anche la cassa in deroga (strumento non disponibile a gennaio 2009) con un -11,16% (da 22,3 milioni di ore a 19,8).
Le aziende italiane si sono rivelate prudenti nell'affrontare la crisi: nel 2009 hanno chiesto un numero di ore di cassa integrazione molto superiore a quello poi effettivamente utilizzato. Secondo l'Inps, lo scorso anno, a fronte di 918 milioni di ore di cassa integrazione richieste, ne sono state utilizzate solo il 56% (circa 515 milioni) a fronte del 73% utilizzato nel 2008. Nel 2008 quindi a fronte di 223 milioni di ore richieste ne erano stati utilizzate circa 163.
''Anche nel caso del tiraggio - spiega il presidente Inps, Antonio Mastrapasqua - i dati accentuano la tendenza che si evidenzia dal dato congiunturale di gennaio. Nel corso di tutto il 2009, a fronte dei 918 milioni di ore di cassa integrazione richiesta e autorizzata, le aziende italiane ne hanno utilizzate poco più della metà.
"La frenata della cassa integrazione nel mese di gennaio, sia quella ordinaria, straordinaria e in deroga, è un dato incoraggiante, benché sia ancora prematuro interpretarlo come segnale di tendenza", commenta il segretario confederale della Cisl Giorgio Santini. "Più indicativo - continua Santini - è il dato sull'effettivo utilizzo della cassa integrazione rispetto alle ore autorizzate. Anche le domande di disoccupazione e soprattutto quelle di mobilità mostrano una riduzione, anche se i dati Istat sull'occupazione diffusi qualche giorno fa ci hanno confermato le difficoltà, in particolare quelle dei giovani"
La Cisl chiede che si arrivi rapidamente ad un accordo tra governo, Regioni e parti sociali sulle politiche attive del lavoro, "a completamento dell'accordo di un anno fa sugli ammortizzatori sociali, per offrire percorsi di riqualificazione e di reimpiego, ad evitare il formarsi di bacini cronici di disoccupazione in tutto il Paese e in particolare nel Mezzogiorno". (cdl)
(3 febbraio 2010)










