L'ACCORDO - Anche la Cgil ritrova la penna

 

di Giuseppe Gagliano

Trovata l'intesa tra Governo, Regioni, Province autonome e parti sociali sulla formazione. Stavolta senza l'autoesclusione della Cgil che ha ritrovato la penna, seppure mantenendo alcuni punti di formale dissenso. Si tratta di un accordo di forte portata innovativa che mette al centro le categorie deboli del mercato del lavoro come i giovani, le donne e gli over 50, con l'intenzione di accompagnare gli ammortizzatori sociali con la formazione per il reimpiego dei lavoratori coinvolti dalle conseguenze della crisi come la cassa integrazione, sospensione, mobilità o disoccupazione. Sul piatto ci sono 2,5 miliardi di euro che l'intesa lega, in particolare, all'identificazione dei fabbisogni professionali. La formazione, quindi, viene orientata maggiormente alla sua spendibilità sul mercato del lavoro, nei singoli settori e nelle imprese. Con un'attenzione particolare al territorio. Questo si traduce nell'attivazione di un'unità operativa straordinaria presso il ministero del Lavoro che si occupa della raccolta dei fabbisogni di competenze e delle figure professionali, rilevati nei territori e nei diversi settori produttivi.
La traduzione pratica delle linee guida per il 2010 implica, in particolare, la costruzione di un sistema nazionale di competenze e l'estensione dell'esperienza del "libretto formativo", cioè una sorta di curriculum destinato a raccogliere tutte le attività educative e lavorative, come le prestazioni sociali di ciascuna persona. Del pacchetto di misure fa parte integrante anche la promozione d'intese con lo scopo di affermare il valore dell'istruzione e formazione tecnico-professionale e quello dell'integrazione con il lavoro attraverso reti tra istituti tecnici e professionali, enti di formazione e associazioni di settore. Altro punto saliente, quello che riguarda l'ampliamento delle azioni formative in favore degli inoccupati attraverso la promozione di tirocini di inserimento, corsi di istruzione e formazione tecnico superiore e i contratti di apprendistato. Un punto specifico riguarda i cosiddetti "lavoratori adulti", a favore dei quali è prevista la costruzione di accordi accordi di formazione-lavoro per il rientro anticipato dei cassaintegrati,la possibilità di impiego di parte delle risorse dei fondi interprofessionali per finanziare la formazione per i lavoratori soggetti a procedure di mobilità nel corso del 2010, l'individuazione, rispetto agli enti bilaterali, di punti di informazione e orientamento per i lavoratori di tutte le età, perchè vengano guidati in vista del loro reinserimento nel mercato del lavoro. L'intesa definisce il rilancio del contratto di inserimento per gli over 50, per i giovani e per le donne. Centrale nel quadro dell'accordo è la figura del "certificatore", colui che deve essere in grado di riconoscere e valutare le effettive competenze dei lavoratori in modo di rafforzare l'incontro tra domanda e offerta. Trattandosi di un accordo sperimentale, si prevede che le parti firmatarie si impegnino, al termine del 2010, a valutare congiuntamente i risultati conseguiti. Per la Cisl quest'intesa rappresenta un risultato importante perchè, di fatto, recepisce gran parte delle proposte emendative che la Confederazione, nel corso del confronto politico e tecnico con il Governo e le Regioni, aveva richiesto per garantire la massima efficacia alle misure finalizzate ad accompagnare gli ammortizzatori sociali. Secondo il segretario confederale, Giorgio Santini, "l'accordo firmato apre a importanti opportunità per realizzare le politiche attive del lavoro e per potenziare la formazione strettamente finalizzata all'occupabilità delle persone, in modo da evitare che si formino bacini di disoccupazione e inoccupazione cronica. Rafforza inoltre la concertazione sociale nel territorio, valorizza la contrattazione tra le parti e conferma il ruolo sussidiario dei fondi interprofessionali e della bilateralità per favorire il reimpiego dei lavoratori, estendendo gli interventi anche ai lavoratori in mobilità". "E' necessario - sottolinea - attuare questo accordo con il confronto tra le parti sociali e le Istituzioni a livello regionale e territoriale, sulla base delle esigenze e dei fabbisogni reali dei lavoratori e delle imprese". 

(18 Febbraio 2010)

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