IL CASO TEDESCO - Berlino alla guerra contro il lavoro nero

 

di Andreina Bonanni

Francoforte (nostro servizio) - Il nuovo governo tedesco intende inasprire la lotta al lavoro nero. Il ministro federale delle Finanze, Wolfgang Schäuble, ha annunciato tra l'altro che intende aumentare di almeno 200 unità il numero die funzionari della Finanza addetti ai controlli (Fks), che attualmente sono circa 6.500. Secondo uno studio effettuato recentemente da un gruppo di esperti, il volume d'affari nel settore del lavoro sommerso lo scorso anno sarebbe aumentato di 5 miliardi di euro e arrivando così alla somma record di 253 miliardi, destinata sicuramente a crescere notevolmente anche quest'anno.
Per il 2010 l'economista di Linz Friedrich Schneider prevede che tale crescita sarà di almeno 8 miliardi. L'Istituto economico di Tübingen (Iaw) è ancora più pessimista e prevede un aumento del "fatturato nero" fino a 10 miliardi.
I nuovi controllori si concentreranno soprattutto sulla sorveglianza del salario minimo nei settori in cui è stato fissato dai contratti di categoria. Gli esperti, tuttavia, con il termine "lavoro nero" indicano non solo le attività non ufficiali nelle imprese e nei cantieri, ma anche le prestazioni di lavoro privato.
A dare un forte impulso al lavoro nero è stata soprattutto la crescente disoccupazione, provocata dalla crisi finanziaria, oltre al consistente aumento degli oneri sociali e delle imposte a cui non è corrisposto l'incremento delle retribuzioni.
Al contrario, negli ultimi cinque anni, le retribuzioni sono scese costantemente. Secondo il rapporto presentato nei giorni scorsi dal ministero federale dell'Economia, nel 2009 sarebbe diminuite su base annuale dell'1 %. Secondo quanto annunciato dal responsabile del dicastero, Rainer Brüderle, anche nel 2010 si dovrebbe registrare un leggero calo delle retribuzioni complessive, di circa lo 0,3%. Tuttavia, gli sgravi fiscali previsti dalla coalizione giallo-nera (Cdu e liberali), secondo Brüderle, dovrebbe contribuire a far aumentare il potere d'acquisto dell'1,3 % .
Tale misura però, a detta degli esperti, non basterà per contenere il dilagare del fenomeno del lavoro nero. Le situazioni illegali più frequenti si riscontrano soprattutto nei cantieri e nel settore della cura privata degli anziani. Ad accettare impieghi illegali e mal retribuiti sono soprattutto i muratori, le colf e le badanti provenienti dall'Europa dell'est, in particolare dalla Polonia.
Come confermato da una recente inchiesta tra i lavoratori polacchi, l'ingresso del loro paese nell'Ue non ha cambiato quasi niente, ad eccezione dell'eliminazione dei controlli sulla linea dell'Oder.
Per i polacchi, grazie alla vicinanza al loro paese e delle conoscenze della lingua, la Germania resta più interessante di altri paesi dell'Unione, e anche le retribuzioni più basse sono migliori che all'est.
I sindacati pertanto sono in allarme: in vista dell'eliminazione delle restrizioni della mobilità e dell'impiego dei lavoratori polacchi nel 2011, il fenomeno è destinato a inasprirsi. Senza nuove misure e l'introduzione di un salario minimo per legge, a detta del Dgb, tale situazione non mancherà di provocare gravi ripercussioni sul mercato del lavoro e sulle casse sociali.

(1 Febbario 2010)

vai all'archivio notizie di Settembre

Lavoro: la funzione del Coaching