Alto il rischio licenziamenti nella sanità romana. Santa Lucia e San Raffaele temono per il futuro

 

di Luca Tatarelli

Aumenta il rischio licenziamenti nella sanità romana. Alla Fondazione Santa Lucia e al San Raffaele SpA 591 lavoratori (241 alla Santa Lucia e 350 al San Raffaele) temono per il loro futuro. "Siamo di fronte ancora una volta - denunciano Mario Bertone e Mauro Giuliattini, rispettivamente segretario generale della Cisl capitolina e reggente della Cisl Fps provinciale - alla totale insensibilità della Regione Lazio sulle problematiche che investono i lavoratori e l'utenza della Fondazione Santa Lucia".
L'emanazione dei decreti commissariali hanno determinato l'avvio della procedura di licenziamento per 241 lavoratori della Fondazione. Inoltre, denunciano i due sindacalisti, le ulteriori inadempienze della Regione Lazio sul mancato pagamento dei contributi previdenziali all'Inps, a seguito della cessione dei crediti vantati dalla Fondazione Santa Lucia alla stessa Regione Lazio e il mancato adeguamento economico delle prestazioni erogate dalla Fondazione dal 2005 al 2009 mettono in seria difficoltà la stessa sopravvivenza della Fondazione, che ha una rilevanza extra regionale.
"Tali comportamenti - aggiungono Bertone e Giuliattini - sono da mettere in relazione anche con il mancato rispetto di tutti gli accordi sottoscritti dai sindacati con l'Assessorato alla Sanità". I sindacati hanno indetto per lunedì prossimo uno sciopero con una manifestazione.
La comunicazione delle procedure di licenziamento per 350 tra dipendenti e collaboratori del San Raffaele è arrivata per lettera. Nella missiva l'azienda ha comunicato la decisione come "conseguenza della riduzione progressiva di attività, tariffe e posti letto subita dalle strutture sanitarie gestite dalla società, a causa dell'emanazione e successiva conferma, da parte della Regione Lazio, di provvedimenti normativi oltremodo penalizzanti anche sotto il profilo della dequalificazione delle prestazioni sanitarie sino ad oggi rese". Tutta colpa, come per la Santa Lucia, dei decreti commissariali che, di fatto, riducono le prestazioni e tagliano i fatturati. Secondo i dati del San Raffaele si tratta di 600 prestazioni in meno al giorno e di oltre 35 milioni di mancato introito. Ne risentiranno, in particolare, le attività di alta riabilitazione e quelle destinate a bambini colpiti da gravi disabilità di vario genere. I sindacati hanno subito scritto una lettera al vice presidente della Giunta regionale del Lazio, Esterino Montino e all'assessore al Lavoro, Alessandra Tibaldi per chiedere un incontro urgente su tutte le problenatiche legate alla sanità romana e laziale e sul rischio che ci sia "una reazione a catena" sui licenziamenti.
Intanto, nel Lazio sono in arrivo i ticket sulla riabilitazione, farmaceutica e sulle prestazioni di pronto soccorso oltre a possibili aumenti di addizionali Irpef ed aliquote Irap.
"Ancora una volta - denuncia Tommaso Ausili, segretario della Cisl regionale - saranno obbligati a pagare i pensionati, i cittadini bisognosi di cure ed i soggetti economicamente svantaggiati". Colpa dei tanti decreti del commissario ad acta, Elio Guzzanti emanati a dicembre 2009.
Dal 1° aprile vengono introdotti ticket per oltre 35 euro al giorno per trattamenti di riabilitazione di tipo residenziale e di 18 euro per quelli di tipo semiresidenziali. Saranno interessati oltre 5 mila cittadini con problemi di disabilità psicofisica e condizioni economiche già fortemente compromesse. Sempre da aprile, spiega Ausili, è stato stabilito che "in caso di sforamento (quasi certo) della spesa farmaceutica (nel 2009 a fronte di una spesa massima prevista del 13.6% si è determinata una spesa del 15%) verranno introdotti ulteriori ticket per la spesa farmaceutica convenzionata, per le prestazioni specialistiche ambulatoriali e per quelle di pronto soccorso". Forse anche per i codici verdi (il cosiddetto triage del pronto soccorso è suddiviso in colori: bianco, verde, giallo e rosso).
I ticket sui farmaci interesseranno anche i cittadini esenti da reddito.
A marzo dovrebbero essere introdotti riduzioni dei cicli di terapia fisica (fisioterapia ambulatoriale) oltre che riduzioni sul numero massimo di cicli annui (limitazioni temporali). Inoltre, nel corso dell'anno verranno trasferite 22 prestazioni dal regime di day hospital a quello ambulatoriale con ulteriori aggravi di spesa per i cittadini, che vedranno garantirsi la prestazione sotto forma di accorpamenti di prestazioni assistenziali (Apa) "E dovranno pagare - prosegue Ausili - altri ticket per oltre 36 euro a prestazione".
Entro il 15 Aprile verrà emanato il decreto di riordino della rete ospedaliera, con la riduzione di circa 2.500 posti letto, di cui circa 900 per la riabilitazione, 600 per la lungodegenza e circa 1000 per malati gravi. La riduzione dovrà realizzarsi entro il 31 dicembre.
Questo piano prevede una forte perdita di posti di lavoro. Nel corso del 2010 ci saranno circa 1.000 licenziamenti nella sanità privata, in aggiunta ai 2.500 posti di lavoro persi in quella pubblica per ulteriore blocco del turn over. A tutto questo è da aggiungersi il blocco del processo di stabilizzazione avviato grazie ad accordi sindacali intervenuti negli ultimi tre anni, determinando un ulteriore scadimento delle prestazioni sanitarie da assicurare ai cittadini del Lazio.
La Regione Lazio nel 2008 ha maturato un disavanzo di oltre 1,7 miliardi di euro. Nel 2009 il deficit si assesterà presumibilmente sui 1,4 miliardi. Il deficit per il 2010 è stato predeterminato a circa 800 milioni, deficit necessariamente coperto con la sola fiscalità generale, il superamento del tetto previsto, farà scattare in automatico la maggiorazione delle aliquote Irpef dello 0.30 e delle aliquote Irap dello 0.15.
"Come sindacato - evidenzia Ausili - siamo decisamente contrari all'introduzione di ulteriori ticket e ribadiamo la necessità di accelerare percorsi per una maggiore appropriatezza nei confronti di tutti i prescrittori di prestazioni sanitarie (medici di medicina generale e specialisti) sia delle strutture pubbliche che di quelle private".
Per la Cisl del Lazio è necessario procedere all'applicazione dell'Isee come misura di equità e giustizia, così come previsto dal decreto numero 24 del 2008, per accertare le esenzioni da reddito per la farmaceutica convenzionata.
Per la Cisl regionale il riordino della rete ospedaliera, dovrà avvenire dopo l'apertura di strutture intermedie e potenziando l'assistenza domiciliare integrata.
Infine, oggi i sindacati dei medici hanno incontrato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio e il sottosegretario Francesca Martini. All'ordine del giorno il futuro della categoria. "Alla nostra richiesta - riferisce Giuseppe Garraffo, segretario generale della Cisl Medici - di istituire un tavolo di confronto su alcuni aspetti normativi riguardanti il contratto, il problema dei 40 anni contributivi e la cessazione della rottamazione dei medici, il governo clinico ed il rischio clinico, i piani di rientro ed altro ancora, il ministro ha proposto una scadenza ravvicinata di incontri su temi specifici sui quali intervenire politicamente e con appositi emendamenti del Governo in Parlamento per quelli più urgenti".

 

(20 gennaio 2010) 

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