Bce: è allarme disoccupazione. E nel 2010 la crescita sarà moderata

ECONOMIA

 

di Rodolfo Ricci

Nel 2010 l'espansione dell'economia di Eurolandia avrà un ritmo moderato e il processo di recupero risulterà probabilmente discontinuo. Le prospettive, insomma, restano soggette ad incertezza. La denuncia arriva dalla Bce nel suo Bollettino mensile lanciando ancora una volta l'allarme lavoro. "La disoccupazione nel Vecchio Continente, infatti, dovrebbe continuare ad aumentare in certa misura". La Banca di Francoforte, poi, ha esortato i governi ad attuare le strategie di uscita dalle misure di stimolo e di frenare sugli sgravi fiscali, che dovrebbero arrivare solo dopo il risanamento dei conti pubblici. Ancora una volta la Banca centrale europea torna a lanciare l'allarme lavoro. L'alto tasso di disoccupazione, destinato a crescere ancora, avrà sicuramente dei riflessi depressivi sulla spesa per i consumi e potrebbe frenare la crescita economica. Il "processo di ripresa, proprio per questo, potrebbe risultare discontinuo".
L'Eurotower conferma che dopo il rimbalzo del Pil dell'Eurozona nel terzo trimestre del 2009, l'espansione è continuata nell'ultima parte dello scorso anno.
Ma è stata una ripresa favorita dalle misure di stimolo pubblico introdotte nell'economia che però sono "di natura temporanea" e si confrontano con fattori che remano in direzione opposta. Tra questi, la Bce cita gli aggiustamenti di bilancio a cui sono costrette banche e imprese, il basso grado di utilizzazione della capacità produttiva e ancora la disoccupazione.

Cisl: giusto allarme su occupazioe e sviluppo ma su fisco decidono i governi - "Le previsione della Bce sulla crescita moderata  del Pil nel  2010 e sull'aumento della disoccupazione devono agire da  forte stimolo nel nostro paese nei confronti delle istituzioni centrali e locali  e delle parti sociali per mettere in atto interventi  finalizzati in maniera robusta allo sviluppo e all'occupazione". Lo sostiene in una nota la segreteria confederale della Cisl, commentando i dati diffusi dalla Bce.
"Gli ammortizzatori sociali, che vanno prorogati secondo le necessità per tutto il 2010, debbono essere affiancati da politiche attive del lavoro  per un rapido reimpiego -sottolinea la Cisl  - anche attraverso formazione, riqualificazione ed incentivi, dei cassaintegrati e dei disoccupati, evitando che si consolidino bacini di disoccupazione cronica e di lunga durata, soprattutto nelle aree deboli. Vanno poi sostenute con più forza le politiche di sviluppo  che mettano finalmente in atto il piano infrastrutturale di opere grandi ma soprattutto medio piccole a rapida cantierabilità, gli investimenti sulle energia e sulle fonti rinnovabili, il sostegno ai settori produttivi, privilegiando innovazione, ricerca e risparmio energetico, l'attivazione del tanto atteso Piano per il Sud". La Cisl non è invece  d'accordo con la posizione espressa della Bce secondo cui opportunità e tempi di concessione sugli sgravi fiscali restano vincolati alla riduzione degli squilibri di bilancio.Le decisioni circa i contenuti e i tempi di attuazione delle riforme fiscali - si sottolinea - devono restare nella piena disponibilità ed autonomia dei Governi nazionali che sono chiamati a valutare le modalità più opportune per conseguire gli obiettivi di bilancio tramite un adeguato mix fra politiche di contenimento della spesa e misure di stimolo allo sviluppo."Troppe volte in questi anni la politica ha abdicato al suo ruolo di guida dell'economia, con conseguenze nefaste che sono sotto gli occhi di tutti. La politica deve, invece, contrastare una deriva tecnicista,  affrontando il capitolo fisco in un'ottica nuova e promuovendo l'apertura di un serio dibattito nel Paese fra tutte le parti economiche e sociali". La Cisl ritiene che siano maturi i tempi per una discussione sulla riforma fiscale per stimolare la ripresa economica e per determinare una maggiore equità nella distribuzione della ricchezza prodotta".

Inflazione sotto controllo: all'1% - In questo contesto, spiega ancora il Bollettino, l'attuale livello dei tassi d'interesse risulta "adeguato" mentre l'inflazione "dovrebbe attestarsi intorno all'1% cento nel breve periodo" e successivamente restare "contenuta nell'orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria", ovvero "su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo".

Subito le exit strategy e niente sgravi fiscali - Ma la Bce esorta anche i governi Ue a decidere e attuare "tempestivamente" le exit strategy dalle misure straordinarie messe in campo per fronteggiare la crisi. E ammonisce gli Stati dal varare ora "sgravi fiscali" visto che gli squilibri di bilancio sono ovunque in "netto incremento".
Gli sgravi fiscali, si legge nel Bollettino, andrebbero considerati soltanto nel medio periodo, una volta che i paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci. Intanto però vanno attuate "strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di riequilibrio dei conti che siano ambiziose, fondate su ipotesi di crescita realistiche e incentrate soprattutto sulla riforma della spesa". L'Istituto di Francoforte ammette inoltre che "l'attuale impegno dei governi ad avviare il processo di risanamento al più tardi nel 2011, spingendosi ben oltre il parametro dello 0,5% del Pil all'anno in termini strutturali, rappresenta il requisito minimo per tutti i paesi dell'area dell'euro". In più, per la Banca centrale europea, il successo delle strategie di riequilibrio dei conti dipenderà essenzialmente anche dall'esistenza di norme di bilancio e istituzioni nazionali adeguate e richiederà trasparenza delle procedure di bilancio, nonché statistiche di finanza pubblica complete e affidabili.

Le banche rafforzino i patrimoni per assicurare il credito - La Bce non dimentica le banche: anche se "hanno proseguito gli interventi di ridimensionamento dei propri bilanci complessivi" per l'Eurotower "continua a rappresentare una sfida adeguare le dimensioni e la struttura dei bilanci assicurando la disponibilità del credito al settore non finanziario". Ecco perchè per raccogliere tale sfida, conclude il Bollettino, "le banche, grazie al miglioramento delle condizioni di finanziamento, dovrebbero rafforzare ulteriormente la propria componente patrimoniale e, ove necessario, dovrebbero sfruttare appieno le misure di sostegno pubblico a favore della ricapitalizzazione".

(21 Gennaio 2010)

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