Ma per il Prefetto di Milano si tratta di un'iniziativa inutile

 

di Costantino Corbari

Una iniziativa inutile. A leggere i giornali di ieri mattina l'iniziativa contro le mafie e per la legalità promossa da Cisl e Filca di Sicilia e Lombardia non sarebbe servita a nulla. Si, perché secondo le notizie di cronaca, il prefetto di Milano avrebbe affermato davanti alla Commissione parlamentare antimafia che la mafia a Milano non esiste.  "Parole inopportune", come ha sottolineato il segretario generale della Cisl lombarda Gigi Petteni, arrivando all'Antica Focacceria San Francesco di Milano, dove si è dato il via al progetto "San Francesco", un ponte-antimafia tra Sicilia e Lombardia. Il ponte unisce la federazione cislina degli edili e le due confederazioni regionali. E coinvolge forze dell'ordine e magistrati di prima linea. Un progetto rivolto alla formazione dei sindacalisti attivi nelle due regioni, nei cantieri delle grandi opere e dell'Expo 2015.
"Oggi mandiamo un segnale forte. Noi stiamo facendo che il Presidente della repubblica ha chiesto l'atro ieri in Calabria. La Sicilia e la Lombardia sono alleate nell'elaborazione degli strumenti per combattere la mafia contrastandone l'espansione nell'economia. Abbiamo meno sangue sulle strade, ma la criminalità non è meno forte  - così Maurizio Bernava, segretario generale della Cisl Sicilia -. La mafia non è un fatto territoriale e il progetto San Francesco è il primo ponte sullo Stretto, per chiudere ogni possibilità di infiltrazione criminale in edilizia, nella grande distribuzione, nel ciclo dei rifiuti, per una nuova fase della lotta alla mafia: quella della cooperazione".
Il segretario generale della Cisl Lombardia, Gigi Petteni, ha tra l'altro evidenziato che: "La mafia è radicata nello spazio che separa il diritto dalla pratica e nella sottrazione della dignità dell'individuo cui vengano negati diritti e tutele, e gli anticorpi che possono contrastarla si moltiplicano nei contratti di lavoro equi, nelle alleanze con le piccole e medie imprese sane, capaci di ‘confiscare le forze' alla mafia. È nello stesso tessuto sociale che le organizzazioni criminali debbono essere combattute".
Una delle prime proposte concrete su cui si svilupperà l'azione sindacale è quello degli appalti.
"E' urgente la riforma della legge che norma i rapporti tra gli enti locali, la Regione Lombardia e le aziende appaltatrici - ha sottolineato il segretario generale della Filca Cisl lombarda, Renzo Zavattari -. Serve aggredire le zone grigie dei capitolati d'appalto e impedire l'infiltrazione criminale nella catena dei sub appalti. Serve la certificazione per tutta la filiera di aziende che intendono partecipare alle gare, e la tracciabilità totale dei flussi economici nel ciclo produttivo".  "Per rispondere alla crisi e per combattere la mafia, che prospera al nord come al sud nei momenti di maggiore fragilità sociale, serve responsabilità d'impresa - ha aggiunto il leader della Filca siciliana, Santino Barbera. Sono urgenti un codice etico dell'industria e la disponibilità normativa delle imprese sub appaltatrici ad assumere i lavoratori che dovessero perdere l'occupazione a causa della cessazione dei lavori con le imprese alle quali venisse ritirato il certificato antimafia".Il progetto san Francesco è un percorso di formazione per sindacalisti che opereranno nei cantieri delle grandi opere e dell'Expo, e comprende una lunga serie di appuntamenti con testimoni e protagonisti della lotta a mafia, camorra e n'drangheta: magistrati e poliziotti impegnati in prima linea, economisti, giuristi del lavoro e associazioni. Un primo appuntamento è già previsto nelle prossime settimane in Sicilia, con la partecipazione del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni.

(22 gennaio 2010)

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