"Il recente rinvio del ddl ‘comunitaria' che conteneva norme sull'emersione del lavoro nero e la
tutela del lavoratore illegale sfruttato, non è l'unica strada che il mondo politico deve percorrere se c'è realmente da parte di tutti l'intenzione e la volontà di risolvere un problema sempre più pregnante come è quello legato a sfruttamento ed irregolarità lavorativa". Lo dichiara in una nota, Liliana Ocmin, segretario confederale della Cisl, in merito alla discussione in Senato dell'articolo 48 del ddl' comunitaria'.
"La politica - continua Ocmin - deve agire concretamente e dimostrare di essere in grado di risolvere le nuove sfide che la società interculturale propone, con forte senso di responsabilità, obiettività e non attraverso ideologie e strumentalizzazioni che oltre a non aiutare nessuno, finiscono con il danneggiare proprio i lavoratori onesti che per primi contribuiscono alla ripresa economica del Paese". "La Cisl - conclude Ocmin - è convinta che solo estendendo l'attuale provvedimento anche ai lavoratori sfruttati e ridotti in schiavitù, si possa, da una parte, combattere ‘aguzzini' e ‘mercanti di braccia', dall'altra, permettere ai datori di lavoro di regolarizzare i propri dipendenti, garantendo, così, rispetto dei diritti, tutele e ponendo un freno
alla concorrenza sleale che penalizza le aziende virtuose".
(29 gennaio 2010)










