di Silvia Boschetti
Conferma del piano di sviluppo per il fotovoltaico e benefici tecnologici e occupazionali per Catania. Questo, in sintesi, il risultato dell'incontro che si è svolto al ministero dello Sviluppo economico tra i sindacati, Stm e Numonyx per verificare i piani industriali delle due aziende e analizzare l'accordo raggiunto tra Stm, Sharp e Enel per creare uno stabilimento di produzione di pannelli fotovoltaici a Catania.
Dei 700 lavoratori circa da impegnare nel progetto, 400 dovrebbero essere occupazione salvaguardata, quindi proveniente da Stm e Numonyx, e circa 300 dovrebbero essere nuove assunzioni, così come prevede il contratto di programma siglato col ministero dello Sviluppo economico, il ministero della Ricerca, la Regione Lombardia e la Regione Siciliana.
"Apprezziamo la scelta strategica di Stm - dichiara Antonio Sansone, segretario nazionale Fim -. Esprimiamo preoccupazione per le incerte prospettive di Numonyx. Il Governo punti a consolidare il primato italiano nel settore".
La Fim, infatti, apprezza la scelta strategica di Stmicroelectronics di diversificare l'attività con il suo ingresso nel promettente settore del fotovoltaico, attraverso l'accordo con Sharp ed Enel formalizzato ad inizio gennaio e presentato al Ministero dello Sviluppo economico.
"Ciò consente di dare certezze all'occupazione, qualificare le produzioni e valorizzare le competenze dei lavoratori - ribadisce Sansone -. Attendiamo, tuttavia, una puntuale verifica del piano industriale che presenta la fase di transizione dal 6 pollici alla nuova attività del fotovoltaico". In questo senso, la Fim esprime preoccupazione per Numonyx, la controllata di St che occupa 1.600 lavoratori in Italia, sia per le sue prospettive generali sia per iI futuro delle attività di ricerca e sviluppo di Agrate, Catania e Napoli. "Eventuali accordi con altre società del settore, di cui si vocifera in questi giorni - aggiunge Sansone - devono preservare il patrimonio di occupazione di questa azienda nella sua quantità e qualità, in quanto rappresenta una parte significativa della ricerca sviluppata sulla tecnologia innovativa in Italia".
La Fim, infine, sottolinea la necessità che il Governo, attraverso i ministeri competenti, si impegni sia nella veste di soggetto deputato alla politica industriale sia in quella di azionista, per evitare il depauperamento del settore delle memorie informatiche e "perchè - conclude Sansone - le risorse pubbliche vadano a finanziare attività che consolidino il primato italiano in questo settore".
(29 gennaio 2010)










