L'aggiornamento della legge sulla cittadinanza prima di tutto. A diciotto anni dall'ultima riforma, sono maturi i tempi per un intervento che aggiorni la normativa alla realtà del Paese. Lo ha chiesto Maruan Oussaifi, vicepresidente Anolf nazionale e responsabile Anolf giovani di seconda generazione, in occasione dell'audizione alla Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati proprio sul diritto di cittadinanza. Oggi, in Italia, ci sono 4.5 milioni di immigrati che producono ricchezza pari al 10.6 % del Pil nazionale per un valore di oltre 148 miliardi di euro e contributi erariali di 8,6 miliardi di euro nel 2009. Questi lavoratori mandano a scuola 620 mila seconde generazioni. Un'Italia che conta quasi 900 mila figli d'immigrati nati o cresciuti in questo Paese che "potrebbero essere abitanti di una nuova regione virtuale, una regione che non si trova sulla carte geografiche". "Non siamo immigrati, non veniamo da altri paesi, - ha detto Oussaifi - non abbiamo attraversato frontiere, noi siamo qui fin dall'inizio della nostra vita. Siamo ragazzi che, nella maggioranza dei casi, non abbiamo mai visto il paese di origine dei nostri genitori, non parliamo la lingua e molto probabilmente ci perderemmo più facilmente nelle vie della città natale di nostro padre piuttosto che a Roma o Milano". Ma questi ragazzi sono una risorsa ancora "inutilizzata, discriminata e non valorizzata: un capitale fermo".Vivono in un limbo fino a 18 anni, scontano sulla loro pelle un divario pesante tra cittadinanza di fatto e di diritto. "E' necessaria la riforma della legge sulla cittadinanza con l'introduzione dello jus soli temperato - ha aggiunto Oussaifi - perché sia più aperta nei confronti delle seconde generazioni. L'accesso alla cittadinanza è l'unica via che consente ai figli d'immigrati di essere realmente considerati alla pari e uguali nei diritti e nei doveri e ritrovarsi appieno nei valori della Carta Costituzionale".
Principio auspicato, recentemente, anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano mentre il Testo unificato presentato dall'onorevole Isabella Bertolini (Pdl) "guarda al passato e chiude gli occhi verso il presente e il futuro".
"Noi giovani dell'Anolf - ha spiegato il responsabile nazionale delle seconde generazioni - auspichiamo che una legge sulla cittadinanza venga approvata il prima possibile nell'ambito di questa legislatura senza vaghe promesse. Le idee da parte di politici o ministri sull'acquisizione di una cittadinanza legata ai punteggi o accordi di presunta integrazione tendono solo creare confusione". Nel 2011, cade il 150° anniversario dell'Unità d'Italia ed è pertanto una buona occasione per riflettere sul processo avviato nel 1861 e tuttora in corso. "Riconoscere ai giovani figli d'immigrati nati o cresciuti nel nostro Paese il diritto ad essere italiani non solo di fatto, come già avviene, ma anche formalmente significa capire che il processo di unificazione nazionale oggi continua aggregando non più, nuovi territori, bensì nuovi cittadini".
An. Ben.
Nuovi cittadini - Partecipa alla Campagna nazionale
(14 giugno 2010)










